Per una sanità che sia veramente più vicina alle persone vogliamo riorganizzare la rete territoriale. Troppo spesso oggi si ricorre all’ospedale semplicemente perché non ci sono servizi alternativi. Basti pensare alle malattie croniche o a quelle della terza età per le quali più presidi sul territorio e una maggiore assistenza domiciliare alleggerirebbero il carico e i costi dell’ospedalizzazione. Il nostro progetto prevede di riportare il malato al centro delle politiche sanitarie regionali e per raggiungere questo obiettivo sono pronta ad impegnarmi in prima persona.
On 12 febbraio 2010,
in Sanità,
by redazione


















Egr. Polverini,
mi felicito per l’attenzione che pone sul servizio sanitario. Ieri sera ho guardato la trasmissione Ballarò e mi sono rammaricato per la terribile situazione in cui imperversa tale settore.
Grazie
Sig.ra Polverini, nel nostro paese il problema della sanità dev’essere uno dei primi temi da trattare. Per questo, anch’io apprezzo molto l’attenzione che le rivolge. Dalle strutture, scarse e alcune mal organizzate, ai mezzi di soccorso. Per questi ultimi mi ricollego sempre al discorso della mancanza di elementi fondamentali per rendere efficaci veramente questi mezzi (per esempio, le barelle non disponibili!). Grazie ancora per l’attenzione e buona campagna elettorale.
Renata il Suo impegno nel settore sanità è forte dall’inizio della campagna elettorale. Credo che possiamo contare sul Suo sostegno. Le problematiche sono tante e c’è molto lavoro da fare. Spesso si arriva nelle strutture ospedaliere e ci si sente abbandonati. Non ci sono posti letto, non ci sono medicinali, insomma un disastro!!!
Spero davvero Lei prenderà delle decisioni in merito.
Buon lavoro
Molti sottovalutano il problema che oggi, purtroppo, esiste nel nostro paese. Continui così, perchè il benessere del cittadino dipende in particolar modo da ciò che ha a disposizione per la sua salute. Ed è giusto lavorare affinchè si risolvano, almeno in buona parte, questi problemi. Grazie,
Fabiana
Cara Renata hai detto di non aver paura di alcuna lobby, hai detto di voler rivoluzionare la Sanità in una Regione al momento incapace ad erogare un servizio equo e facilmente raggiungibile dai cittadini. Stai dando una speranza a molti di noi che troppo spesso ci troviamo in difficoltà.
Carissima Renata, apprezzo molto il tuo programma in particolare l’impegno preso per migliorare la sanità regionale. Non sarà facile! Fino a quando gli Ospedali saranno gestiti da dirigenti nominati dai partiti saranno solo dei serbatoi da riempire di gente per avere il voto di scambio. Scusa ma io sono diretto. Le cose le dico in faccia. Bisogna rifondare tutto. Dal dirigente, ai primari, alle assunzioni facili, agli sprechi, alle opere inutili, etc.. Buon lavoro!
NO A SANITA’ POLITICIZZATA……….. CIAO RENATA STEFANO DI TIVOLI come sempre la politica e’ malata anche dalla politica sia essa regionale che locale.Le nomine dei direttore ormai da anni le scelgono i partiti inviando in alcune strutture personaggi a dir poco imbarazzanti.E’ ora che la politica esca dalla strumentalizzazione della sanita’ nei concorsi……..ad esempio tutto a tavolino sempre i partiti nelle nomine….nei concorsi dirigenziali, nelle nomine ai primari BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!! Renata ora che diventerai sicuramente gorvenatore del Lazio ti prego di iniziare a far piazza pulite in tutte quelle strutture che fino ad oggi hanno all interno politici,bisogna mettere le persone qualificate e competenti del settore e le decisioni devono essere prese all interno del consiglio amm.vo dell ospedale non all interno delle sedi di partito………..mi auguro e so che ce la farai almeno ad iniziare a scindere la politica potere dalla sanita’ sia pubblica che privata noi cittadini vogliamo le risposte ai ns bisogni e problemi non dobbiamo aver paura di andare in ospedale e non trovare neanche un posto letto decente grazie renata……….stefano tivoli
Se la candidata Renata Polverini promette “una sanita’ veramente vicina alle persone ” , non si capisce proprio la presenza di uno come Storace !
Ex ministro della salute e ex presidente della regione Lazio , …. costui si e’ forse distinto in questi due incarichi per trasparenza e competenza ?
Costui non e’ forse responsabile dell’indebitamento regionale ?
Altro che sanita’ vicina alle persone , … piuttosto una sanita’ vicino agli interessi speculativi !!!
Bisognerebbe istituire dei centri ad hoc per le malattie più rare,
con reparti specifici e ben attrezzati anche per lunghe degenze.
La vera forza dovrebbe essere quindi la specializzazione del personale e la competenza dei diversi reparti, anche in strutture pubbliche!
Speriamo in un cambiamento!
Saluti
Mario dai Castelli Romani
Ho letto su ItaliaOggi un articolo interessante che riguarda il debito sanitario laziale. Il debito della nostra regione equivale al 60% del debito sanitario nazionale, tanto che il giornale paragona il Lazio alla Grecia!”Nonostante gli aumenti di imposte e i ticket nel frattempo introdotti, nel 2009 il bilancio della sanità laziale dovrebbe chiudersi con un disavanzo di 1,7 miliardi. Il piano di rientro quindi non ha prodotto alcun serio risultato”, anche grazie all’ex presidente della regione Marrazzo, nominato dal governo Prodi, commissario straordinario per le questioni sanitarie. L’ex presidente aveva ottenuto 5 miliardi di euro per combattere il debito sanitario laziale, ma come sappiamo tutti, ha pienamente fallito, tant’è che il bilancio della sanità laziale si chiuderà nel 2009 come già ho scritto sopra, con un disavanzo di 1,7 miliardi!Cara Virghil, dove sono finiti i 5 miliardi che l’ex presidente della regione Lazio Marrazzo aveva ottenuto dal governo Prodi?!?Sign.Polverini, confido nel suo programma e nel miglioramento di tale deficit. Grazie.
Cara Renata,
il tuo impegno nella sanità deve assolutamente impedire qualsiasi risoluzione che vada verso la privatizzazione. Sarebbe davvero antidemocratico ed incivile non garantire ai cittadini un servizio sanitario pubblico e funzionante. Non seguiamo le idee dei radicali, che a tal proposito sono a favore della privatizzazione, con la scusa che non esista altra soluzione. Le soluzioni ci sono sempre quando si è liberi da interessi privati e ci si impegna concretamente.
Speranzosa, ti auguro una buona campagna elettorale.
Si sa che la sanità fa gola a molti. Come faremo ad essere sicuri che lei non lascerà che i politicanti facciano quello che vogliono, che creino altri scandali? Non bisogna avere alcuna tolleranza: chi ha sbagliato deve pagare. L’opera di risanamento deve essere condotta in modo radicale e trasparente.
Egr. Polverini, conosco il suo trascorso professionale e la giudico un’ottima candidata alla Presidenza della Regione, però pretendo da Lei massima serietà e severità nel far rifiorire questo settore lontano dagli interessi politici. In un paese democratico tutti i cittadini devono avere il diritto di poter contare su un sistema che possa assisterli prontamente in casi di malattia. Siamo stanchi di non trovare posti letto, stanchi di non avere medicinali, stanchi del malfunzionamento. Non è giusto che solo chi ha i soldi ha anche la fortuna di potersi curare. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Nella Sanità del Lazio il disavanzo è indicato in 1.350 miliardi nel 2009.
In questa grave situazione deficitaria, futuro Presidente, perché non si impegna a sostenere il Programma Europeo Salute 2008- 2013 che potrebbe aggiungere valore alla politica dell’Italia e del Lazio come sua capitale, contribuendo ad una maggiore solidarietà e prosperità nell’Unione europea, tutelando e promuovendo la salute e la sicurezza umane, nonchè migliorando la sanità pubblica.
In particolare, il programma perseguirà tre grandi obiettivi:
1. migliorare la sicurezza sanitaria dei cittadini;
2. promuovere la salute, anche riducendo le disparità sanitarie;
3. generare e diffondere informazioni e conoscenze sulla salute.
Cosa ne pensa?
Grazie
I sindacati Cgil, Cisl e Uil, lanciano l’allarme sulle inefficienze del sistema sanitario. Sostengono che i posti letto sono insufficienti, troppi i precari, mentre il blocco delle assunzioni impedisce l’efficienza del servizio. Con quali misure intende rispondere a questi problemi?
Grazie
Sig.ra Polverini, credo che Lei possa riuscire a farci uscire da un tunnel che oramai sembra infito. Troppi problemi, troppi interessi, girano attorno al sistema sanitario, che dovrebbe concentrarsi sul benessere del cittadino!!Non dovranno più esistere casi del genere, non possiamo come ci ha indicato Andrea e Tonino, veder crescere il debito sanitario nazionale!
Alessandro
Peccato che la campagna elettorale della candidata Polverini sia sostenuta proprio da quei personaggi che attraverso le convenzioni con strutture di riabilitazione hanno contribuito a creare il deficit regionale sulla sanità.
La sanità è a pezzi gli operatori sanitari peggio,sottopagati e sfruttati dalle cooperative .
Farà qualcosa in merito?
La Bonino non fa altro che rilevare il disastro della Sanità nel Lazio! Ma non si è accorta che la sua coalizione è fatta dai responsabili di questo disastro? Sono stati cinque anni al potere e hanno peggiorato tutto.
Ma come possono essere credibili e affidabili, oltretutto con un candidato Presidente che ne squalifica l’operato in un settore così importante?
Giovanni
BUONA SERA
LA SANITA NEL LAZIO VA MALE PERCHE TUTTI I NOSTRI DIRETTORI DI ASL E VIA VIA SOTTO, SONO DI NOMINA POLITICA E QUINDI NON PROFESSIONISTI MANAGERIALI. COME DIRIGENTE SINDACALE SONO 30 ANNI CHE COMBATTO QUESTA SITUAZIONE CHE OGNI GIORNO RICADE SULLA TESTA DEI CITTADINI. OGNI NUOVO DIRETTORE CERCA DI ZITTIRE LE O.S. CON PREMI O ALTRO. IL PERSONALE INFERMIERISTICO CARENTE IN MOLTI CASI VIENE UTILIZZATO COME AMMINISTRATIVO LASCIANDO SCOPERTI I TURNI OSPEDALIERI. CIO COMPORTA UNA ASSISTENZA NON IDONEA E QUINDI UNA PIU LUNGA DEGENZA. IL TERRITORIO è SGUARNITO DI INFERMIERI PER ASSISTENZE DOMICILIARI, COSA CHE DIMINUIREBBE IL COSTO DELLA SANITà. OGGI SI VA IN OSPEDALE AL PRONTO SOCCORSO, PER OGNI DOLORE ANCHE IL MAL DI DENTI. INOLTRE NEI P.S. VI LAVORANOO PERSONALE MEDICO APPENA USCITO DALLE SCUOLE E APPENA ASSUNTO CHE METTE A REPENTAGLIO LA VITA DI CHI RICORRE AL P.S. IN QUESTI POSTI DOVREBBE LAVORARE PERSONALE SPECIALIZZATO E MEDICI CHIRURGHI CON ELEVATA ESPERIENZA VISTO CHE IL P.S. è LA PORTA DI INGRESSO DEL NOSOCOMIO. UN INTERVENTO EFFETTUATO MALE HA RIPERCUSSIONI SULLA VITA.NON MI DILUISCO IN ALTRE PROBLEMATICHE, PERCHE’ DOVREI STARE UNA INTERA GIORNATA A SCRIVERE. SONO DISPOSTO A COLLABORARE PER UNA SANITA’ MIGLIORE
GRAZIE FILIPPO MARIO
cara Renata, io che la sanità la vivo da vicino, ti posso assicurare che i soldi ci sono, solo che i cari signori della sinistra li stanno usando per conquistare voti: soldi a pioggia per dare incarichi ai loro amici che stanno ai vertici delle strutture asl, sodli a pioggia per afre corsi che non servono a nulla fatti dalle coop rosse, soldi dati a pioggia ai Ser:t: per erogare servizi che, così strutturati, servono solo a dare metadono e impunità ai tossicodipendenti… ecco come vanno via tutti i soldi del Governo e dei Cittadini. Poi se un povero tapinello che ha la sventura di essere malato vuole una diagnostica… beh che aspetti pure 18 mesi, tanto è colpa di Berlusconi!!!
Consiglio per le liste d’attesa di inserire un meccanismo tipo Pronto Soccorso.
Il medico di base o lo specialista deve indicare il grado di gravità dell’analisi per essere prioritario rispetto ad altri meno gravi.
L’ O.M.S. nella dichiarazione di Alma Ata
(1978), rileva che nella nuova sanità territoriale,
rientra l’ Assistenza domiciliare.
Dopo la legge 833 del 1978, istituzione del
S.S.N., la ripartizione di competenze e
responsabilità sono distribuite su tre livelli:
nazionale, regionale e locale. Si è dato l’ avvio al
collegamento e all’ integrazione tra tutte le
strutture erogatrici dei servizi sanitari. Al ruolo
dell’ ospedale si affianca la medicina territoriale.
La medicina territoriale è stata affidata spesso a dirigenti incompetenti e nullafacenti.
Riduzione posti letto, ricoveri brevi, dimissioni protette, troppi codici bianchi al P.S. Renata fai in modo che le aziende sanitarie consegnino programmi per la gestione del territorio. Al Nord sono stati avviati da tempo gli ambulatori infermieristici, a seconda della popolazione e la sua demografia ogni comune con più di 1000 abitanti dovrebbe poter avere un riferimento stanziale di un ambulatorio e almeno due infermieri per poter gestire l’ambulatorio e l’assistenza domiciliare con figure di supporto o di oss o di volontariato (C.R., Misericordia, protezione civile). Ogni Asl dovrebbe garantire il personale, ogni comune la sede, un minimo di partecipazione alla spesa es. 2 euro ad accesso e un massimo per le cronicità da individuare in una cifra di 7 euro al mese
EGR. SIG, PRESIDENTE ,mi auguro con tutto il cuore,venga presa in considerazione la drastica riduzione di asl del territorio , con riorganizzazione
delle stesse in più grandi aziende con presidi di primo livello,fino alla
degenza di riabilitazione,non più in convenzione san.( come già avviene in alcune aziende) come dove sono io,ma in vere e proprie strutture ospedaliere efficienti ai bisogni dei cittadini.
.Già il recupweb è un buon segno,istituito da poco,ma poco pubblicizzato,
la possibilità di più complessi potrebbe dare inizio ai p.a.c. con spese
irrisorie per l’utente e la regione,nella mia modesta ottica,cambierei anche il
territorio ,con riferimenti particolareggiati dalle farmacie in h 24. ma comunque sono ha sua completa disponibilità,non per essere in luce,ma semplicemente,per suggerimenti e aiuti,anche se, lo immagino sarà aiutata nel
gravoso compito. il mio umile consiglio di Coll.Sanitario sarà virtuale oppure
no,questo lo saprà soltanto lei,Presidente!!!!!!
in bocca a lupo ,diciamo a Roma. un suo fans.
Caro Giovanni forse non ti rendi conto di cosa vuol dire ripianare un debito di 10 miliardi …La ragione ha tentato il piano di rientro con dei mutui salatissimi per pagare il debito..ma non sarà facile.
Inoltre ti informo e informo dal sole 24 ore su un rapporto particolare tra Storace e Angelucci…tutti possono leggere e farsi un’idea
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/02/Angelucci-arresti-Asl-truffa-Libero.shtml?uuid=5c95429a-f2b4-11dd-a230-a1b3aadf51bf&DocRulesView=Libero
Grazie
Garantire l’ attuazione dei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.) e la
decentralità, la continuità, l’appropriatezza, la tempestività sono i nuovi
concetti su cui nascono i progetti della Medicina del territorio di domani(13)
che a livello locale determina una scelta verso strategie di attività prettamente
di competenza infermieristica. Il medico di medicina generale non può
gestire il crescente numero di patologie associate o correlate alla malattia
stessa, poiché dovrebbe ricoprire molte attività che rientrano nelle competenze
infermieristiche e plurispecialistiche, quindi non avrebbe il tempo di gestirle.
Gli accessi al pronto soccorso impropri sono numerosi, là dove non c’è una
risposta locale oppure non ben organizzata e l’utenza si rivolge all’ospedale.
Le figure professionali infermieristiche individuabili per le specifiche
competenze o sono carenti o addirittura mancanti a livello locale.
A dimostrazione di ciò un articolo pubblicato, sul sito dell’ I.P.A.S.V.I. di
Venezia, osserva che il rapporto numerico di infermieri ogni 1.000 abitanti
nel nostro Paese è tra i più bassi: 5,9 in Italia contro i 14,8 in Irlanda, 13,7 in
Islanda, 12,8 in Olanda, 19,7 in Svizzera 14 poco più di 8 in Danimarca15,
dalla classifica internazionale dell’OMS, del numero di infermieri per 1000
abitanti, l’ Italia è al 40° posto.
Da leggere:“Nuovi modelli organizzativi per l’assistenza infermieristica, l’ambulatorio infermieristico territoriale” di Marinella d’Innocenzo, ed. Centro Scientifico ed. 2002 Stampatre Torino. Un buon livello di assistenza sanitaria territoriale è organizzato oltre che in Lombardia in Friuli V.G.
% di infermieri su 1000 abitanti
Norway
U.Kingdo
Sweden
U.S.A.
Estonia
Russian
Slovenia
Malta
Qatar
Gabon
l’Italia si trova al 40° posto, tra Malta e il Gabon (www.nursind.it da G8 a I 40)
Renata non trascurare La Tessera Sanitaria. Questa schedina è prossima alla scadenza, finalmente; fin’ora è servita solo come documento di C.F. e per caricare lo scontrino fiscale in farmacia. Senza spendere tanto per fabbricarla e spedira e richiedere la copia in caso di smarrimento, bastava LA TESSERA DEL CODICE FISCALE.
Prendendo esempio dal Trentino, la futura tessera sanitaria dovrà avere il microcip per caricare dati e i vari usi del S.S.N. valido in tutte le regioni della Nazione e non succeda più che se mi occorre un farmaco in una regione dove non sono residente non accettino la ricetta del medico curante di un’altra regione, quindi il territorio deve essere in rete e la farmacia deve poter scaricare il farmaco sul sito della regione di appartenenza. Per i non residenti si dovrà provvedere a un sistema di registrazione spesa,per poter decifrare il peso di gestione nella comunità, individuare eventuali bisogni e prevenire l’abuso per es. delle IVG.
Gentilissima Polverini
la sanita’ del Lazio credo che sia la prima cosa urgente da risanare.
Credo che sia per qualsiasi cittadino difficile da sopportare che nella nostra regione per poter eseguire un esame o una visita occorra aspettare mesi e mesi per trovare posto.Spero che risolva al piu’ presto tale cosa snellendo il servizio di prenotazioni.
Locali sanitari conformi, soprattuto in quelli pubblici. Subii l’ennesimo trasloco di un servizio sanitario in una stanza con le finestre a due metri,senza la possibilità di aprirle e sappiamo quanto sia indispensabile l’areazione per l’igiene del locale, senza un lavandino (igiene delle mani) e per usufruire di un bagno il più vicino era quello in un corridoio in comune con quello bubblico, adiacente ad un bar; la segretaria al piano di sopra non mancava il bagno in stanza, il solarium, l’aria condizionata, il riscaldamento, la tecnologia (computer ecc.).Per consolarmi mandarono un’ assistente sociale a chiedere che problemi ci fossero visto che avevo sollecitato il servizio di controllo dei luoghi di lavoro), e per risolvere la situazione inviò un ventilatore. No comment.
Sono un dipendente di una struttura privata convenzionata e le faccio presente che sono cinque anni che 160.000 dipendenti della sanità privata aspettano il rinnovo del CCNL di lavoro.Lei che fino a ieri era una sindacalista e presumo avesse a cuore le sorti dei lavoratori , che impegno si sente di assumere nei confronti di migliaia di lavoratori che di fattosono di serie B rispetto ai dipendenti pubblici?
@ Cico – Il lavoro è uno dei temi fondamentali della nostra campagna elettorale. Riteniamo che non esistano lavoratori di serie B, che le professionalità della nostra sanità vadano salvaguardate sia che si tratti del settore pubblico sia che appartengano a quello privato. Ciò che, rimanendo nella metafora calcistica, merita un’immediata retrocessione, è la scellerata gestione dei fondi regionali e la politica fiscale che in questi anni ha penalizzato le aziende. E’ necessario razionalizzare il sistema, eliminare gli sprechi, incentivare le imprese. Ciò consentirà il rinnovo dei contratti e fornirà una risposta concreta alle esigenze dei lavoratori e delle famiglie. Le sfide che ci aspettano sono importanti, con l’impegno di tutti – settore pubblico e privato – ce la faremo.
ANCORA TAGLI ALLA SANITA A CHI ? AI DISABILI
Il MID (Movimento Italiano Disabili) boccia il decreto legge emesso dal Commissario Elio Guzzanti, per l’emergenza Sanità nel Lazio il quale stabilisce che dal 1° Aprile 2010 tutte le terapie riabilitative, saranno a pagamento con ticket, comprese quelle dei minori.
Noi ci opponiamo fermamente in quanto, come ormai di prassi, quando vi è da fare tagli sulla salute si vanno a colpire sempre e solo le fasce più deboli.
Quindi il Mid sarà presente IL 22 Marzo alle ore 10,30 davanti alla Regione Lazio In via Della Pisana N° 1301 per dar voce di protesta di questo
Il Presidente Francesco Ferrara
Il Coordinatore di Roma e Provincia Gianfranco Malato
http://www.ilmid
CI NEGANO LE TERAPIE, CHE VERGOGNA! PER QUESTO PROTESTIAMO ALLA REGIONE LAZIO
COMUNICATO STAMPA DEL MID
Si porta a conoscenza che il giorno 22 Marzo 2010 alle ore 10.30 il MID (Movimento Italiano Disabili), sarà presente presso la Regione Lazio in via Della Pisana per protestare e far sentire la sua voce sui problemi delle terapie che non vengono passate dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale) in quanto non riconosciute ma prescritte dai medici.
Quindi i disabili si trovano per questo motivo, scoperti da tale servizio, e per poter usufruire di tali terapie, si vedono costretti a dover patteggiare con Asl e Comuni, cifre forfettarie come se la salute personale fosse una merce da contattare ad un banco di mercato.
Quindi si richiede la massima presenza da parte di tutti i sostenitori del Mid.
Il presidente del MID Francesco Ferrara
Grazie.
Per comunicare l’eventuale partecipazione, ed eventuali chiarimenti tel.0774,343891
Cell. 3476546894
Come ogni mattina, quando apro la mia casella postale, o la casella postale del Mid (Movimento italiano Disabili), non vi è giorno in cui non si debbano riscontrare sempre e ovunque disfunzioni nel nostro sistema burocratico.
Questa è una lettera inviata da una mamma che ha chiesto il nostro aiuto, e le sue parole sono semplici e chiare, per motivi di privacy, ho omesso il cognome, ma ovviamente è tutto registrato.
Ora questo come cento, mille e altri casi, vengono scartati dalle terapie classiche che passa il Servizio Sanitario Nazionale, e deve colpire la frase “DIRITTO ALLE CURE DELLA MIA FIGLIOLA”, che giustamente ribadiamo noi del MID, è cittadina Italiana, i suoi genitori pagano puntualmente le tasse, il suo papà è di professione militare, quindi lo Stato prende in anticipo i soldi dalla sua busta paga, e ovviamente non può certo eludere le tasse.
Per le Istituzioni la famiglia è benestante, ovvio con i parametri che danno, il detto Isee (L’ Indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie nella Repubblica …), o sei nullafacente o il rientrare nei parametri è quasi impossibile.
Quindi, ora quello che ovviamente resta da fare, è andare a protestare contro la regione Lazio, perché intervenga e metta a disposizione la cifra che consenta alla famiglia di sostenere tali cure.
Ecco l’importanza come già ribadito più volte, di un dipartimento a se della disabilità, in quanto ogni volta che si esce dall’ordinario, ci si trova ad essere palleggiati per competenze da una Asl ad un Comune, ed ognuno si scrolla il problema di dosso.
Sulla salute, non si può certo permettere questa immonda cosa, in quanto poi possiamo assistere a sprechi eccezionali, come i milioni spesi per il centro del G8 della Maddalena, o meglio per restare in tema, i lavori costati milioni di euro per gli impianti di Tor vergata a Roma per i “Mondiali di nuoto” ancora ad oggi non conclusi.
Per queste cose i soldi si riescono a trovare, e stranamente non si palleggiano le competenze, anzi forse si litigano le acquisizioni per esse, stranamente….
Poi quando il cittadino comune, ha bisogno di aiuto da parte delle istituzioni queste allora sono le risposte che abbiamo.
Leggetevi la lettera, riflettete su quanto ho scritto, cose come queste, si spera non debbano mai capitare, ma se capitano allora sono guai….
LETTERA FIRMATA
Mi chiamo ………. Gloria sono residente a Guidonia provincia di Roma, madre di
una minore con una patologia invalidante
Mia figlia nel gennaio 2009 è stata sottoposta ad un intervento di ASTONESI POSTERIORE.
(IMPIANTO DI VITI E BARRE SULLA COLONNA VERTEBRALE).
Questo intervento purtroppo ha limitato la sua deambulazione e dovrebbe sottoporsi a frequenti terapie riabilitative.
La mia famiglia è composta da 5 persone io mio marito e 3 figli e l’unicosostentamento è di mio marito di professione militare.
Mia figlia ha bisogno della terapia di “IDROCHINESI” che purtroppo non è convenzionata
dalla Regione Lazio ed è costosissima anche per la sua durata di un anno come prescrizione
medica ospedaliera.
Nel nostro territorio Guidonia ci sono solo strutture private,mancano strutture sanitarie ospedaliere organizzate per la riabilitazioni.
Dovremmo noi tutti genitori poter dimostrare ai vertici delle istituzioni che non siamo
degli animali emarginati, sono una cittadina dimenticata dallo Stato.
Il mio conto in banca è sempre rosso e le istituzioni mi descrivono come una famiglia
benestante per i loro criteri non accettabile di una eventuale “DIRITTO ALLE
CURE DELLA MIA FIGLIOLA”. Attendo risposta e solidarietà da tutti quelli che come noi
cittadini credono ancora in una giustizia grazie per la vostra attenzione.
.
L’idrochinesiterapia rappresenta la metodica di massima e migliore integrazione tra le proprietà fisiche dell’acqua e terapeutiche del movimento.
L’acqua favorisce in modo determinante l’esecuzione di esercizi di mobilizzazione attiva e passiva, grazie alle sue proprietà fisicobiologiche. La caratteristica principale è il manifestarsi dell’azione antigravitaria secondo la legge di Archimede (un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato), che determina l’effetto di alleggerimento del corpo immerso.
L’acqua sostiene gran parte del peso del corpo favorendo l’esecuzione di movimenti con un corretto lavoro muscolare anche in condizioni di ridotto tono-trofismo e di difficoltà di carico. Per questo motivo un muscolo che ha forza ridotta e non consente un corretto lavoro può realizzare in acqua diversi movimenti. La riduzione del peso corporeo che si ottiene nel mezzo idrico permette inoltre di eliminare il dolore dovuto al carico e di iniziare precocemente la riabilitazione motoria.
Altrettanto importante è l’effetto analgesico del calore che si ottiene utilizzando acqua riscaldata ad una temperatura di 32°-35°C. Il calore, infatti, innalza la soglia di sensibilità al dolore determinando anche una sedazione generale e rilasciamento muscolare.
Un altro effetto è il manifestarsi di fenomeni sensoriali quali un miglior apprezzamento della posizione del proprio corpo e del senso di movimento dovuti alla percezione della pressione esercitata dall’acqua su tutto il corpo che si traduce in una sensazione di maggior sicurezza nell’esecuzione dei movimenti. Il mezzo idrico, più denso rispetto all’aria, permette inoltre movimenti controllati ed eseguiti contro una leggera resistenza.
Questo riduce i rischi di movimenti incontrollati che possono far insorgere la sintomatologia, peggiorare la situazione patologica, dare paura ed insicurezza al paziente rallentandone la rieducazione.
http://www.ilmid.it
bisogna salvare il servizio del 118 ARES dalle grinfie dei falsi volontari,fanno assistenza con personale non addestrato o addestrato male,e si servono dei nostri infermieri per far camminare le ambulanze,questo deve finire.Ambulanze ferme per ore e anche giorni ai pronti soccorsi di Roma per mancanza di letti,pazienti che sono sulle barelle da giorni e giorni,questo deve finire.
Sento spesso, STORACE,di cui sono estimatore,dire che Lui ha aperto 3 Ospedali nel LAZIO,altro che SANITA’ fuori badget,perchè ricordo che con Storace la regione LAZIO nel 2004 o 2005,fu proclamata dalla Commissione europea la regione europea più evoluta economicamente.Abito a Guidonia,e il nostro Ospedale di riferimento è quello di Tivoli,che per raggiungerlo,se si ha un infarto,si muore a VILLA ADRIANA.A parte che e si arriva in tempo si corre il rischio di morire in Ospedale.Ma si dimentica che GUIDONIA e circoscrizioni conta circa 80.000 abitanti?Quanto un piccolo capoluogo di provincia del NORD?
disponete sul territorio, soprattutto a Roma , tutte ambulanze col medico emergenza sanitaria formato col corso DEU, come in tutte le regioni del nord! Basta con gli infermieri che fanno i trasportatori perche’ non possono fare diagnosi e tarapia e soprattutto su incidenti stradali e tso non hanno potere di firma e legalita’ perche’ non sono pubblici ufficiali! Dr. Pier Paolo Cardinali