La presenza di lavoratori specializzati stranieri rappresenta una risorsa per il tessuto produttivo della nostra regione. Bisogna essere inflessibili con chi delinque, sia esso italiano o straniero, ma dobbiamo accogliere e integrare quanti vengono in Italia nel rispetto delle nostre leggi e delle nostre tradizioni, per lavorare o per studiare.
D’altra parte anche noi italiani fino a cinquant’anni fa siamo stati una nazione di emigranti e abbiamo avuto la nostra chance di inserimento. Oggi siamo chiamati ad offrire la stessa opportunità di integrazione a chi viene nel nostro Paese. La formazione può svolgere un ruolo importante per gli immigrati, non solo ai fini dell’integrazione, ma per consentire alle imprese di avere manodopera qualificata che dia valore aggiunto ai nostri prodotti.
Ma non solo. Pensiamo anche di incoraggiare l’individuazione di luoghi di aggregazione dove possano apprendere e condividere le nostre tradizioni e i nostri modi di vita: penso all’utilizzo di locali pubblici in collaborazione con le associazioni di volontariato, magari coinvolgendo anche giovani e anziani.
On 9 febbraio 2010,
in Immigrazione,
by redazione


















L’accoglienza e l’integrazione degli immigrati è sicuramente un tema molto delicato da affrontare, Sign. Renata. Purtroppo, non solo nella nostra regione, ci sono episodi che rovinano il volto del nostro paese. E’ giusto quanto lei dice. Integrare tutti coloro che vengono in Italia nel rispetto delle leggi ed usare la stessa mano con chiunque le infranga. Spero davvero che si arrivi un giorno, ad una completa aggregazione. Grazie del suo impegno.
Egr. Sig.ra Renata,
è importantissimo oggi più che mai promuovere una politica fondata su valori di riconoscimento ed integrazione, sul rispetto di ogni cultura e provenienza. Una politica d’inclusione dell’altro quale base di ogni paese moderno, e soprattutto di uno dei sei paesi fondatori della Comunità Europea. L’UE nel 2000 si é dotata di una Carta dei diritti che cita al primo articolo il valore della dignità umana prima ancora che della libertà e dell’ugaglianza. Questo ci deve far riflettere. Tutti gli uomini sono uguali e bisogna garantire, a prescindere dalla loro provenienza, una vita dignitosa. Infine credo fortemente che la diversità sia anche sinonimo di ricchezza!
Grazie per questi slanci di apertura.
Ciao Renata,
io collaboro con una famosa associazione di volontariato di cui non faccio il nome per ovvi motivi, ma posso dirti che quest’anno abbiamo fatto davvero molto per i problemi dell’immigrazione.
Ci sono persone che vivono situazioni di forte disagio .Occorre aiutarle a volte nella ricerca di un lavoro, dargli assistenza per le pratiche burocratiche poichè spesso alcuni nostri compatrioti se ne approfittano e inoltre farli sentire integrati in un Paese ancora troppo ostile.
Oltre a mense, scuole e centri di ritrovo, sarebbe opportuno istituire luoghi di raccolta per i bisogni primari di coloro che sono giunti qui speranzosi di una nuova vita.
Le confesso che la mia fede politica è di tutt’altro schieramento ma in questa corsa la sosterrò, e non solo io.
Cordiali saluti candidata.
Namhira
integrazione si, ma con le stesse regole che hanno dovuto seguire i nostri nonni 50 anni fa!! quando anche loro per esigenza di lavoro emigravano in Belgio, in Argentina, negli USA…
Egr. Renata,
ricollegandomi a quanto da te riferito, anche su altri temi come la sanità, riguardo l’importanza dell’associazionismo, delle coperative e del volontariato, credo che tali forme aggregative possano giocare un ruolo centrale nell’accoglienza degli immigrati e nel seguirli nel loro inserimento.
Cosa ne pensi?
Cara Renata, sarebbe importantissimo riuscire a creare forme di aggregazione in modo tale da rendere il nostro paese piu vivibile per tutti. Fatti di intolleranza si verificano ovunque: nelle scuole, negli stadi, e tutto ciò perchè si proviene da paesi diversi o per il colore della pelle. Le auguro di riuscire pienamente nel suo intento.
Sono Imadei e vengo dalla Sierra Lion, ho letto dichiarazione di candidata Polverini è sono convinto che sue idee su integrazione sono buone x tutti imigrati presenti in Italia. Anche per persona come me che non ha lavoro regolare
Cara Renata,
l’integrazione è un problema d tutti. In ogni campo dovremo essere capaci di accettare le diversità e comunque sia è ormai da tempo che gli economisti ben conoscono la risorsa “immigrazione” nel nostro Paese.
Purtroppo,spesso, coincide con l’idea di manovalanza, di lavoro a basso costo.
Dobbiamo dare uno statuto sociale dignitoso agli immigrati ed è ora che anche la destra si occupi di questi riconoscimenti.
Seppure tardi, un passo è stato fatto.
Complimenti a lei e in bocca al lupo.
Renata,
bisogna assolutamente insistere su questo tema… i diritti hanno una portata globale, proprio perché il globo é uno spazio limitato, finito, e, come sostiene Kant, nessuna persona ha più diritto di un’altra di occupare una parte determinata della terra… Da ciò ne deriva la necessità di imparare a convivere insieme, accettando le diversità. Infine, per dirla tutta, ma che problema rappresenteranno mai gli immigrati? Aumentano lo scambio culturale, svolgono lavori che nella maggioranza dei casi gli italiani non svolgerebbero…
Allora???
Caro futuro Presidente sono con te in questa battaglia!
On. Polverini,
sono pienamente d’accordo con lei su questo tema.
Immigrazione non è tout court criminalità, cosa che troppo spesso la gente dimentica.
Speriamo davvero che lei sappia risollevare le sorti di persone che in alcuni casi hanno perso le speranze di una vita dignitosa.
Spesso si tratta di grandi lavoratori, che avrebbero bisogno di maggiore assistenza da parte del Governo e degli enti locali.
Vorremmo che il Lazio, almeno in questo, si distinguesse come regione multietnica.
Saluti da Luca, operatore di comunità di immigrazione.
Egr. Polverini,
Le scrivo perché è necessario impedire che si verifichino altre Rosarno in Italia… è doveroso combattere il problema dello sfruttamento del lavoro in condizioni di schiavismo e operare insieme al fine di garantire a tutti gli immigrati, che scelgono il Lazio (e l’Italia) quale meta per la realizzazione della loro esistenza, la possibilità di trovare almeno condizioni lavorative e di vita eque e dignitose.
Grazie
Sign.ra Polverini, riprendendo il discorso fatto da Luca, vorremmo veramente che il Lazio si distinguesse come regione multietnica. Il modo in cui vivono queste persone, esseri umani come noi, è veramente irragionevole. Molti, oltre a non avere un lavoro, e di conseguenza una sicurezza economica, si ritrovano a vivere in luoghi indescrivibili, che solo in parte ci fanno vedere. Dopo tutto questo, vengono anche messi ai margini della società. Candidata confido in lei.
Eleonora hai ragione!
Rosarno è stato uno dei casi peggiori che quest’anno si sia verificato in Italia.
Gesti di intolleranza che l’Italia non può più sostenere.
Io cara Renata sono una radicale convinta, non voterò nè lei nè la Bonino, poichè non mi sento rappresentata dalla mia capolista.
Spero solo che chiunque vada in Giunta abbia buon senso e la capacità di portare avanti politiche reali di integrazione.
Marica
Con la presente vorrei fare una proposta alla Candidata Renata Polverini per la Regione Lazio.
Le chiedo se tra le sue proposte per quanto concerne gli ammortizzatori sociali per chi perde un posto di lavoro, è presente il sostegno al reddito per chi non ha nulla in modo da poterlo accompagnare alla ricollocazione lavorativa, cosicchè è possibile perlomeno avere un piccolo sostegno per affrontare i bisogni primari.
Credo che sia un provvedimento importantissimo che ci permette di crescere nei valori civili e morali, così come avviene in Danimarca, nel Regno Unito e nel Resto d’Europa, visto che soltanto Italia,Grecia ed Ungheria non hanno questa tipologia di ammortizzatore sociale universale.
Un altro provvedimento a mio avviso importante è incentivare le assunzioni di disoccupati di lunga durata e promuovere maggiormente i tirocini work experience con una conseguente riforma del collocamento visto ke sono anni ke ha perso il suo ruolo di ricollocamento delle persone.
Grazie per la sua attenzione
Si continua a parlare di posti letto come il male della sanità laziale. Credo che affrontare il problema solo sui posti letto e del loro taglio sia troppo riduttivo. L’eccesso di posti letto è una realta a cui la regione deve dare risposte certe e concrete. La chiusura di posti letto inutili è necessario per accrescere servizi quali quelli territoriali e l’assistenza alla non autosufficienza. Il sistema produce un deficit per oltre un 1,5 miliardi e non solo ascrivibile a sprechi e malaffare, ma ad un deficit di sistema e strutturale.
Si sarà capace di destrutturare l’attuale assetto, dare alla politica la vera responsabilità delle scelte, dire no ai poteri forti, ridimensionare le strutture in termini di posti letto e di ridondanza di duplicazioni? la scelta dei manager sarà fatta secondo livelli di professionalità e competenza? Si avrà il coraggio di dire agli imprenditori privati che il sistema ha bisogno di loro se accettono le regole del sistema con controlli e verifiche. Si avrà il coraggio di strutturare un organismo terzo ed autonomo per il controllo delle strutture sia pubbliche e private e valutarne le performance?
Me lo auguro visto che fino ad oggi solo chiacchiere.
Giuseppe
Immigrazione come risorsa?
é eticamente corretto, se riuscissimo a dare voce anche agli italiani.
Io mi considero un cittadino aperto, ma vorrei che fossimo tutelati entrambi, Dott.ssa Polverini.
Contratti regolari per gli immigrati, ma anche per gli italiani!!!!!!!!
Saluti
CARLO
Guardiamoci intorno. Ormai le notizie sugli immmigrati si moltiplicano con il passare dei giorni. A queste persone non viene lasciata la possibilità di decidere, di scegliere. Dobbiamo assolutamente integrarli, e far si che i nostri diritti, ma anche i nostri doveri (quindi il rispetto delle leggi!) valgano anche per loro. Grazie Sig.ra Polverini della sua attenzione.
Gentile Signora Polverini, ma che bei discorsi (che peraltro sono anche condivisibili). Peccato che a supportala ci siano dei partiti filonazionalisti e che al governo sono alleati di partiti Xenofobi (Lega Nord). La maggior parte dei problemi relativi all’integrazione degli stranieri, e’ dovuta alla brillante legge attuale (che Le ricordo chiamarsi Bossi/Fini) che ha la fantasiosa pretesa che uno venga in Italia solo se ha trovato lavoro sottointendedo che un italiano assume uno straniero … senza neanche averlo visto in faccia.
Perche’ non ci pensate prima di scrivere certe cose … e magari fare un bel bagno di umilta’ in modo da capire che la maggior parte dei problemi in italia non si risolvono con le belle parole ma con iniziative vere ed efficaci ?
Tanti auguri per le elezioni
Non sono d’accordo con Franco. Lo scontento che si è venuto a creare con la legge Bossi-Fini è capibile, ma non possiamo arrivare a giudicare una persona da questo, soprattutto se affronta questo tema con la massima accuratezza e disponibilità. Credo che un giudizio lo esprimerò solamente dopo che sarà eletta, per ora confido nei pensieri che la Sig.Polverini ci sta trasmettendo.
Sono padre di tre figli che studiano in varie università, mia moglie è una insegnante ed io un precario , facciamo molta fatica a mantenere i figli allo studio, la mia proposta è quella di esonerare dalle tasse universitarie tutte le famiglie mono reddito da dipendente, tutti i precari , e tutti quellli che hanno perso il lavoro o stanno per perderlo.
Non è giusto che a pagare questa crisi siano anche i figli a cui deve essere data la possibilità di continuare gli studi.
Hai ragione Damiano, che dire di fronte a queste realtà che tutti stiamo vivendo e a cui piano piano ci stiamo anche abituando.
In fondo la speranza che i nostri figli possano vivere una vita migliore e meno precaria rispetto alla nostra è l’unica cosa che tutti noi auspichiamo.
Speriamo in nuove proposte che possano partire anche dal basso ed essere ascoltate da chi di dovere,
propongo piu’ vicinanza ai cittadini!
La sosteniamo On. Polverini!
La tua proposta Damiano mi trova d’accordo. Purtroppo è proprio vero, molte famiglie non sono in grado di supportare tasse universitarie che aumentano con il passare del tempo, trasformando pian piano, l’università, un lusso per pochi. Sig.ra Polverini anch’io appoggio la tesi di Damiano. Speriamo in un suo appoggio.
Dunque, ricapitoliamo: il colore rosso degli abiti; il colore rosso del simbolo (a proposito: l’ha preso in prestito da Sinistra e Libertà?); il sì alle coppie di fatto; adesso questo nuovo outing, dal sapore finiano, su integrazione e immigrazione. Cara Polverini, ma quand’è che cercherà di convincere la sua base, ovvero i conservatori di centrodestra, a votarla? Quando? Quand’è che dirà qualcosa che ci faccia venire voglia di accorrere alle urne per sostenerla? Mi permetta: la sua è una campagna elettorale sbagliata, per ora. Continui pure a lisciare il pelo alla sinistra e a farsi consigliare dai dalemiani.
Il fatto è che a destra sono proprio tanti quelli che non la voteranno… ma tanti tanti… Perché non basta essere considerati di destra per esserlo davvero: contano i fatti. E lei per me è più a sinistra di Guglielmo Epifani. Bonino o Polverini per me pari sono!!
Cara Renata,
guardare all’ immigrazione come una risorsa per il nostro paese significa che si si ta andando nella direzione giusta. L’integrazione non è un’assimilazion che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza di ciascuno. È un processo prolungato che mira a formare società e culture che a mio parere possono avvevire solo tramite la legalità e il rispetto per il prossimo ma anche nel far rispettare le nostre leggi.
E’ triste la deriva di certa pseudo-destra che scimmiottando la sinistra ormai non si preoccupa più dei problemi legati ad un’immigrazione indiscriminata ma con retorica non fa altro che ricordarci quanto gli immigrati siano una risorsa…
In realtà l’immigrazione di massa ha sia aspetti positivi che negativi, focalizzarsi solo su quelli positivi (come fanno la sinistra ed i finiani) o su quelli negativi (come fa la Lega) è ugualmente sbagliato, insomma da un candidato presidente alla regione Lazio mi aspetterei un discorso più complesso in merito, che non si limiti alla banalità che bisogna essere inflessibili con chi delinque.
Sono totalmente in accordo con Claudio e non avrei saputo esprimere meglio i luoghi comuni sull’immigrazione. Sono basita di come la gente voglia a tutti i costi far finta di non vedere. Aggiungo di mio una domanda: perche’ per gli immigrati Italiani che, molto tempoo fa, hanno scelto di abbandonare l’Italia, io che sono rimasta, tentando di andare avanti onestamente, devo sentirmi dire tutte le volte che dobbiamo gradire immigrazione indiscriminata visto che’ 100 anni fa’ altri, diversi da me, hanno fatto la stessa cosa ?
Grazie
Bisogna essere più concreti nel fermare l’invasione dei ROM , che ci piovono dentro casa nella notte per derubarci ( è l’unico lavoro che conoscono) e non hanno un minimo di coscenza neanche con i loro figli !
Farei pagare anche a loro le tasse , specialmente quella dei rifiuti, visto che vivono a sbafo sono sulle spalle nostre !!
Brava Renata, giusto parlare di “Integrazione”. Ci sono due risposte sbagliate da dare al problema dell’immigrazione, entrambe autoritarie. Una è quella tradizionalista, della “assimilazione”, che pretende che gli immigrati si adattino semplicemente ai nostri valori. L’altra è quella del “multiculturalismo”, secondo la quale l’ Italia dovrebbe essere un patchwork di valori diversi e incomunicanti, semza porsi il problema che quei valori sono spesso incompatibili. Questa concezione, che è rivendicata dalla sinistra e anche spesso dalla Chiesa, è autoritaria perché pensa che i popoli non esistono, e che è solo il mercato con i suoi bisogni che è importante, i popoli dovrebbero plasticamente adeguarsi. Non è così. Integrazione non vuol dire indifferenza delle culture, ma partecipazione, in modo tale che chi arriva non si “adatta” all’ Italia, né ripropone i suoi valori, ma partecipa insieme a tutti gli altri italiani a creare il futuro e il popolo italiano del domani. Certo però che l’integrazione ha bisogno di rispetto delle regole, non può accettare la clandestinità, e necessita dello strumento fondamentale per comunicare: cioè la lingua italiana. La cittadinanza potrebbe essere concessa dopo un periodo di residenza in Italia anche minore di quello attuale: ma è necessario che dimostri il requisito fondamentale per la partecipazione alla società italiana, cioè il possesso della lingua italiana scritta e parlata, come richiedono in molti altri paesi.
Ciao a tutt
sono sicuro che vincera, Auguri dfi cuore
SEMPRE AVANTI…!
Ciao Renata, condivido in parte dato che è giusto dare oppurtunita a lavoratori stranieri e farli integrare, ma :
1) questo fa si che i cittadini stranieri siano spesso sfruttati e mal pagati e quasi mai nulla possono per far valere i loro diritti, (meglio poco che niente..)
2) per rispettare ogni cultura e provenienza, stiamo distruggendo la nostra cultura.. (noi ci dobbiamo adeguare a loro, ma loro non si adeguano a noi)
3) chi viene in Italia per una nuova vita speranzosa, quasi sempre finisce per stare peggio, diventando la vittima di un sistema che funziona malissimo, dove solo i delinquenti sono tutelati, mentre i cittadini onesti devono subire in silenzio;
Sa cosa fa un cittadino straniero che non ha più soldi?
finisce nel giro di gente infame che li sfrutta …
così finiscono a spacciare droga oppure rubano e danno la refurtiva ai ricettatori, oppure nel caso di donne si prostituiscono per fare ingrassare i papponi.
CHE BELLA PROSPETTIVA CHE SIAMO CAPACI DI OFFRIRE
vogliamo sembrare un paese civile e non siamo capaci di dare dignità a queste persone
tuteliamoli: vietiamo in modo assoluto la prostituzione di donne straniere;
il cittadino straniero che spaccia sia immediatamente allontanato;
difendiamoli in tutti i modi possibili anche questo è un loro diritto
nel mio quartiere sono state affittare case a 1500 euro, un italiano non può pagare tale affitto, così la casa è stata affittata a cittadini stranieri, che vivono in 15 in quell’appartamento pagando ognuno la propria quota mensile di 100,00 euro E QUESTA SI CHIAMA OSPITALITA’ ?
Renata, hai molto da lavorare. Come vorrei essere al tuo fianco
con immensa stima Giuseppe Picozzi
Gentilisima Presidente, WHAT ABOUT US ?
Giustissimo parlardi intergrazione… purtroppo il mio caso potrebbe non essere unico , in breve: rimpatriato in Italia ,Giungno 2009 , dopo lunga permanenza all’estero per lavoro , nel mio piccolo sono riuscito a far aprire una cooncessionaria IVECO\PM Autogru\ Fiat Kobelco\OMPinespo, nello stato del Qatar, successivamente nel Regno dell’Arabia Saudita , lavorando per il concessionario IVECO, riuscii a far rientrare ne mercato la FIAT , bandita da dieci anni per conteziosi tecnici \ commerciali.
Dal mio rientro in talia l’unico lavoro trovato è quello di Portiere Turnante in un’albergo del centro storico, purtroppo avrei molto da scrivere sulle vicessitudini di questo ano emezzo passato. Vorrei sopratutto incontrarla per parlarne perdipiu’ sono stato un suo sostenitore ed aver avuto il piaccere i cnoscerla al Teatro Tenda durante la serata conclusiva della sua campagna elettorale.
Cordialmente.
Michele Barone
mihele.barone@gmail.com