Desidero parlarvi di una lettera che, attraverso Facebook, mi ha inviato una giovane donna, della quale ovviamente non faccio il nome per tutelarne la riservatezza. Il caso è per molti versi emblematico e per me davvero importante, perché nelle poche ma ispirate righe che ho letto ho trovato i segni più evidenti della malasanità della nostra regione. La nostra amica nel suo racconto denuncia, infatti, che i malati di artrite reumatoide – e di altre malattie autoimmuni simili – nel 2008 si sono visti dimezzare la dose dei farmaci biologici mentre erano ricoverati presso alcuni ospedali romani. Il taglio dei farmaci, di inaudita gravità, si sarebbe verificato a causa del deficit economico in cui versano le casse della regione, con le conseguenze che è facile immaginare.
Ci tengo quindi a far sapere alla ragazza che mi ha scritto, e a quanti come lei tanto nobilmente si impegnano per questa causa (esiste anche un gruppo su Facebook sul tema), che sono esattamente questi i guasti che saranno nel mirino della mia azione di governo della regione. Ho detto già in molte altre occasioni che a proposito della sanità le mie parole d’ordine sono “tagliare gli sprechi e non i servizi” (posti letto, farmaci e prestazioni): non si tratta di un semplice slogan elettorale ma di un’assoluta priorità che riguarda la qualità della vita delle persone. In casi come questo la politica deve rispondere con responsabilità chiara e inequivocabile: si tratta infatti di temi sui quali si misura il grado di civiltà di una comunità e di fronte ai quali non è possibile opporre motivi di deficit economico. Questo è il mio impegno: quando governerò il Lazio ingiustizie del genere non si ripeteranno più.

Renata