Mi sembra legittimo che il Governo affidi alla Corte costituzionale il compito di dirimere un conflitto di competenze: definire un atto intimidatorio un ricorso alla Consulta mi sembra un indizio di scarso rispetto delle Istituzioni e un cedimento alla demagogia. Ciò premesso, a prescindere dai problemi di costituzionalità delle leggi in questione, è impensabile che si possano realizzare impianti nucleari senza il consenso delle regioni. Una centrale nucleare non è un problema ideologico, ma un’opportunità da valutare, anche in relazione alla produzione di energia di ogni regione rispetto al fabbisogno del territorio. Nel nostro programma, prima di esprimere una posizione definitiva, valuteremo questi indicatori con grande attenzione.
On 4 febbraio 2010,
in Energia,
by redazione





















Renata,
è giusto che avvenga una equa distribuzione delle risorse, che come ben sappiamo non sono infinite.
La tecnologia deve ridurre i consumi e ottimizzare l’efficienza. Le regioni dovranno prendere in seria considerazione queste ipotesi, ma anche, nel contempo, guardare a forme nuove di creazione dell’energia perchè il rischio è quello di una spesa non commisurata alle effettive potenzialità del mezzo!
Noi delle industrie di Pomezia ti sosteniamo!!
Saluti a tutti i commentatori
Ciao Renata,
sono una ricercatrice.
Volevo darti la mia opinione sul tema del nucleare, sperando tu possa tenerla in considerazione.
Molti sono gli studi ed i progetti che vedono nel nucleare una tecnologia già conclusa.In effetti l’Italia ha delle potenzialità tali, a livello territoriale, da poter parlare già di costruzione di centrali per la fusione nucleare, ovvero quelle di quarta generazione.
Sarei felice di sapere nel dettaglio cosa ne pensa,
complimenti per la sua campagna e in bocca al lupo!!
Carmela
Gentile candidata,
proprio questa mattina leggevo in metro un articolo che faceva riferimento alla conferenza delle Regioni, la quale si è schierata contro le centrali nucleari, ad eccezione di Lombardia, Veneto e Friuli.
Se nel Lazio dovesse essere adottato questo provvedimento confidiamo nella sicurezza delle stesse, nella capacità di gestione degli scarti, per rassicurare i cittadini sulla necessità di tali provvedimenti.
é vero che la scelta dei luoghi potrebbe avvenire dopo le elezioni regionali?
Volevo inoltre sapere se, nel caso in cui tale provvedimento venisse approvato, verrebbero prese in considerazione le altre fonti di energia rinnovabile.
La ringrazio anticipatamente per la risposta,
Maria da Latina
Personalmente io ho istintivamente paura di avere una centrale dove vivo. Però capisco anche che spostare il problema di qualche centinaio di chilometri non cambia assolutamente niente dal punto di vista del pericolo. Quindi romperei gli indugi e darei la disponibilità della nostra regione. Almeno ne ricaveremmo qualcosa dal punto di vista delle bollette e dell’occupazione…
Sì, miranda, anche io condivido la tua preoccupazione, ma pare che non c’è alternativa. Non possiamo continuare a dipendere dall’estero per l’energia. Anche se salta in Francia una centrale noi ne pagheremmo le conseguenze. Quindi, facciamole anche qui. Almeno ne trarremmo qualche vantaggio.
Sì, d’accordo, ma in ogni caso i problemi arriveranno quando si dovrà scegliere il posto. Io sono certo che allo stringere nessuno la vorrà la centrale nucleare vicino casa. E in tutte le regioni avremo il problema dei comitato del “no”. Vedrete…
La sua posizione è assai discutibile ed è un modo per non rispondere: lei forse non sa che il Lazio ha il principale polo energetico d’Italia? Ancora non si è fatta un’idea della questione nucleare? Eppure le fonti di informazione non mancano. In questo momento in Francia nell’industria nucleare è in corso un conflitto molto grave proprio per le enormi difficoltà – se non il rischio di fallimento – del progetto del reattore EPR. Doveva costare 3 miliardi, essere costruito in 48 mesi e garantire sicurezza assoluta. In Finlandia costerà invece circa il doppio, tempi di costruzione ancora non definiti per i continui blocchi dei lavori per irregolarità nella costruzione, tre agenzie di sicurezza (inglese, finlandese e francese) hanno dichiarato non conforme il sistema di controllo di emergenza… Ideologico è il governo che continua a dare le cifre che Enel presenta alle conferenze stampa invece di guardare quelle che il costruttore francese presenta alle gare d’appalto, come negli Emirati Arabi Uniti dove il costruttore francese Areva ha perso una gara per 4 reattori a dicembre.
Fonti rinnovabili ed efficienza possono produrre il triplo del nucleare dell’Enel e una occupazione 10 volte superiore. Quando deciderà di confrontarsi su questi temi? Dopo le elezioni?
Noi siamo a sua disposizione in ogni momento
cordialmente,
Giusepe Onufrio
Direttore Greenpeace
Occorre potenziare e incentivare le energie rinnovabili: il fotovoltaico, l’eolico,il geotermico.. nelle case, negli uffici, nelle aziende come accade già negli altri Paesi dell’Unione Europea.
L’Italia è un Paese che per motivi climatici dispone di molto calore e luce solare.
Poi non sottovalutiamo per il nucleare il grande problema delle scorie nucleari.
Cara Renata,
cosciente della necessità che l’Italia debba assolutamente trovare una sua autonomia nel soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale, anche a causa dei crescenti prezzi dell’energia, concordo con te nel sostenere il nucleare qaule risorsa da utilizzare, come già accaduto con successo in molti paesi europei.
Sarà necessario abbinare all’investimento nel nucleare una forte attività di manutenzione degli impianti, tale da garantire l’assenza di impatti ambientali, il mantenimento di alti standard qualitativi e tutte le misure di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.
Sono con te, felice di sostenere la tua candidatura e le tue idee.
Giulia
a mio avviso, Renata, la situazione del nucleare è molto delicata ma necessaria per rendere l’italia indipendente dal fabbisogno energetico.E’ anche vero che l’attenzione si sposta sull’importanza di una adeguata manutenzione degli impianti e smaltimento delle scorie. Darei la mia disponibilità a farle anche nel lazio, tanto per la pericolosità non cambia nulla visto che, la francia ne è piena ed è attaccata a noi. E poi la cosa diventa rilevante dal punto di vista occupazionale. Sosterrò la tua scelta comunque.
Dire che siccome la Francia è piena allora possiamo farle anche da noi è tecnicamente scorretto. Il rischio nucleare – anche se non è mai nullo – diminuisce con l’aumentare dalla distanza. In Francia le pillole allo Iodio stabile vengono date a tutti quelli che abitano entro i 10 km dalla centrale e in piani di emergenza in diversi Paesi riguardano raggi anche un po’ superiori. Questo concetto intellettualmente disonesto è solo frutto della propaganda del governo.
Sono assolutemente contrario alla creazione di centrali nucleari in Italia, e pertanto anche e soprattutto nel Lazio (la mia regione), per una serie di motivi, non ultimo quello delle scorie e quello per cui l’emergenza attuale si vorrebbe risolvere con una soluzione che si stima non sarebbe operativa (la prima centrale) prima del 2020!!!!!In pratica quando, dopo aver speso miliardi di Euro, il nucleare sarà oramai obsoleto e superato da tutte le altre fonti energetiche innovative! E’ un suicidio, oltre che ambientale (vedi scorie e sicurezza) anche economico!!!
Se la candidata non vuol perdere le elezioni, dica chiaramente qual’è la propria posizione, e ,aggiungo, si schieri contro il nucleare nel Lazio, perchè il silenzio serbato e la tattica attendista sono, e verranno, interpretate come (timore di) dire di essere favorevole!!!
il problema maggiore nn sarà la scelta di dove installare la centrale nucleare, ma piuttosto dove mettere le scorie nucleari derivanti dalla produzione di energia…
hai ragione Renata, una centrale nucleare sarebbe un’opportunità importante per la nostra regione sia perchè ci renderebbe indipendenti dal punto di vista energetico che dal punto di vista occupazionale. ti seguo con piacere
Il nucleare purtroppo sarà ben presto necessario. Noi siamo dipendenti dal combustibile fossile, che sta per imboccare la strada della scarsità, unita all’aumento di prezzo. L’unica fonte di energia che può sostituire il fossile è oggi il nucleare. Se non ci dotiamo “immediatamente” di fonti di produzione di energia in grado di “sostituire” il fossile (non ti integrarlo, come invece fanno bene fotovoltaico e eolico), siamo destinati a scordarci il livello di vita attuale. Sul nucleare non solo c’è poca informazione, c’è soprattutto disinformazione per demonizzare una fonte di energia in proporzione infinitamente meno inquinante del fossile, oggi sicura (residui compresi), e grazie ai combustibili fertili, disponibile per migliaia di anni a costi molto bassi.
fra 50 anni poi potremo parlare di fonti veramente alternative al nucleae ma oggi sono necessarie.
“Chist’è o Paese do Sole… Chist’è o Paese do Mare”… così canta un illuminato Gèrard Depardieu in un attuale spot in tv.
Cercare di produrre energia nucleare in Italia, è come cercare di produrre una stazione sciistica ai caraibi.
Perchè non sfruttare quello di cui si dispone?
Considerato che é stato attivato un blog apposito, e dopo aver letto tutti i punti di vista formulati, rilevo che c’é poca informazione sul nucleare; fatta eccezione per il Signor Giusepe Onufrio Direttore Greenpeace, invito tutti a fare una piccola ricerca su YouTube con argomento: centrali nucleari francesi (che sarebbero i ns. futuri fornitori) per vedere e sentire l’attuale situazione dei siti nucleari francesi, le perdite di radiazioni, le fuoriuscite di liquidi radioattivi e come vive la gente che abita nei pressi delle centrali. Poi quello che mi stupisce che alcuni intervenuti non sanno che la regione Lazio ha centrali tradizionali – ad esempio a Civitavecchia, Montalto di Castro – che producono più del fabbisogno Regionale; inoltre si parla di occupazione ed incremento della stessa nella regione; fate attenzione perchè terminata la fase realizzativa della centrale, poi, ci lavorano quattro gatti! E poi il problema delle scorie: dove le vorreste stoccare nel colosseo ! (Pensate che quelle già prodotte giacciono ancora negli stessi siti di produzione, nonostante gli anni trascorsi!)
Confido che facciate qualche ricerca, così a tempo perso … per formarVi un’idea più precisa. Potrei continuare con altri argomenti e non ultimi q
Interessante la sua opinione sul nucleare sig.ra Polverini. Veramente interessante.
Perchè non dice chiaro e tondo che lei è d’accordo con le scelte del governo Berlusconi sul nucleare?
Perchè tergiversa con questioni etiche riguardanti le dichiarazioni a margine dei ricorsi?
Suvvia, non lasci che la demagogia avvolga anche lei, si sbilanci, lo dica forte e netto che non intende interferire con coloro che l’hanno candidata.
Si faccia carico delle sue responsabilità e, se è davvero è convinta che il nucleare sia la scelta giusta per la nostra Regione, affronti l’elettorato con gli argomenti che, certamente, non le mancheranno.
Lasci che siano i cittadini a giudicare se lei sta dalla parte giusta ma, per favore, abbandoni ogni timore.
Mantenere un profilo ambiguo le potrebbe essere politicamente fatale ancora prima di competere. Non dimentichi chi di ambiguità, prima di lei, è malamente caduto.
Saluti.
vorrei sapere da tutti voi del blog se c’è correlazione tra il nucleare e l’aumento
di tumori in provincia di latina io personalmente vorrei che una candidata
esprimesse un si o un no.ricordo alla polverini che il sindaco di latina che
ovviamente appoggia lei in campagna elettorale si è detto contrario
DAJE CON IL NUCLEARE!
LE PAURE E LE CASETTE DI PAGLIA LASCIAMOLE AGLI ALTRI!
Di per se non mi trovo in disaccordo per la costruzione di nuove centrali nucleari, anche se oltre all’energia nuclearesi potrebbero incentivare altre soluzioni, come le cellule fotovoltaiche, che hanno raggiunto buoni rendimenti, il problema è che l’energia prodotta da una singola abitazione, deve essere pagata all’Enel, e ciò mi sembra assurdo, dobbiamo favorire il progresso, rendendolo competitivo e non osteggiarlo con tasse. Spero che anche Lei si muova in questo senso per avere una società più moderna e più giusta.
PAURE???CASETTE DI PAGLIA???
Non siete in disaccordo con il nucleare???
Ma dove vivete? non in provincia di Latina! Non avete figli malati di tiroide, e non vi siete improvvisamente accorti che attorno a voi erano in percentuale impressionante le persone con queste patologie!
Siamo tutti moderni, viva il progresso e poco importa se ci continuano a nascondere le informazioni su cosa significhi effettivamente Nucleare, su cosa pagheranno i cittadini sulla loro pelle, in termini di salute.
Del resto non è “fico” preoccuparsi di queste cose, e non sia mai, dovesse pure essere un argomento di sinistra (ma che la salute c’ha una sua area politica???).
Attenzione al tema del nucleare… a mio parere su questo punto e su pochi altri si gioca l’elezione nel Lazio. Al di la di uno schieramento politico di massima, la maggior parte delle persone sono sensibili ad alcuni aspetti che possono far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che da un altra, ripeto indipendentemente dalla scelta politica che spesso è molto superficiale. Sul nucleare è logico aspettarsi un disaccordo ampio sopratutto quando sai che nella tua provincia è verosimile aspettarsi la costruzione di una bella centrale o di un deposito scorie. Concludo che in certi casi è meglio un No anche alla politica del governo piuttosto che rischiare di perdere tutto. Grazie
Il nucleare non è una questione di tifo politico ma una questione tecnica che deve essere discussa da tecnici.Nel 1999 è stato realizzato in Italia uno studio per misurare quanta energia elettrica viene sprecata. Il professore Florentin Krause ha scoperto che l’Italia può risparmiare il 46% dell’energia elettrica che utilizza senza rinunciare ad usare i propri apparecchi elettrici. Questo significa che ogni italiano può continuare ad usare figoriferi, lavatrici, treni, lampadine,televisori, computer e tutti gli altri apparecchi elettrici che usa ogni giorno, consumando quasi la metà dell’energia elettrica che utilizza oggi. Come è possibile ciò? Questo studio dimostra che il secchio è bucato: in Italia si utilizza l’energia elettrica in modo sbagliato e se ne spreca una grande quantità. La situazione è uguale in tutti gli altri paesi occidentali, anche se ci sono paesi più efficienti e paesi meno efficienti.
Il professor Krause ha calcolato nel 1999 che si poteva raggiungere il 46% di risparmio dell’energia elettrica in 10 anni. Nel 2008 l’Università di Milano ha ripreso lo studio di Krause per verificare se fosse ancora valido. I
risultati sono stati identici: se l’Italia avesse cominciato a risparmiare energia elettrica nel 2007, entro il 2020 avrebbe potuto ottenere un risparmio del 20%. Se l’Italia iniziasse subito a risparmiare energia, in 13 anni risparmierebbe 65 miliardi di euro: una cifra uguale al costo di 10 centrali elettriche nucleari!
Aggiungiamo a tutto cio’ che aziende tedesche hanno acquistato l’Angelantoni (italiana ) che produce specchi solari e la tecnologia per realizzare le centrali solari termiche ideate dall’italiano premio Nobel Rubbia. Rubbia è stato cacciato via dall’ENEA per le sue idee “tecnolgiche” e cio’ che non abbiamo realizzato alcuni anni fa in Italia è stato realizzato in Spagna. Ora i tedeschi si stanno impadronendo di tutto cio’ per realizzare il progetto Desertec che fornirà energia al NOrd Africa ed anche all’Europa. Il fotovoltaico ed il solare termico ormai viene installato anche da grandi aziende ma NESSUN messaggio pubblicitario in TV da parte del Governo. PErchè !!! Questo nucleare è già finito prima di partire. La Francia per ottenere quello che ha è partita decine di anni fa ed ha 58 centrali !!!! Noi dove le mettiamo con il territorio che abbiamo ?? Noi siamo un Paese Agricolo, Turistico, Solare e Marittimo non dimentichiamo le nostre uniche vere risorse che nessuno ci puo’ sottrarre.
@Piera,
ma non scriva queste cose.
La sig.ra Polverini saprà spiegare perchè il nucleare non nuoce alla salute e, anzi, può essere compreso tra quelle scelte che faranno il bene e la ricchezza dei territori dove le centrali verranno localizzate. Pensi, ad esempio, alle compensazioni economiche che i territori riceveranno in cambio dell’accoglienza delle strutture energetiche.
La sig. ra Polverini potrà ampiamente illustrarle che non esistono correlazioni tra l’energia prodotta con l’atomo e le patologie che lei cita.
Anche lei vuol credere alle baggianate che il nucleare fa male alla salute?
Guardi che se ha qualche dubbio la sig.ra Polverini lo cancellerà. Ne sono sicuro.
Si parla sempre dei pericoli del nucleare in relazione al grave incidente di Chernobyl. Si parla poco invece del problema (irrisolto in tutto il mondo) delle scorie radioattive, e dell’aumento della radioattività e delle malattie tumorali nelle zone intorno alla centrale (guardatevi l’inchiesta di Report, per capire). Il risparmio di pochi euro in bolletta (se mai ci sarà), non compensa certo i rischi per la salute.
Cara Renata, non le nascondo di essere un elettore pro BONINO, riconsco pero’ in Lei onestà intellettuale propria delle persone per bene.. (peccato tutto il ciarpame che le stanno facendo subire.. Storace, udc. etc etc.)
Mi rendo conto del suo imbarazzo sul Nucleare… Ma Le chiedo!
NON sarebbe più corretta una presa di distanza da parte sua e un deciso “NO” a questo nucleare? E una sua dichiarazione che non saranno ammesse centrali nucleari (con tecnologia vecchia e pericolose) Nel Lazio?
Sarebbe molto apprezzato da tutti i cittadini Laziali di destra o di sinistra che siano!
Auguri
CARO Signor GIGI prima di scrivere cose inesatte la pregherei di documentarsi.
Il nucleare che vorrebbe fare questo Governo NON solo è costituito da una
tecnologia vecchia e pericolosa (nucleare di terza generazione, tra pochi anni arriverà la quarta su cui stanno puntando tutti gli altri Paesi) ma è anche costosissima… Produce un sacco di scorie radiattive per millenni che non si sa come eliminare..
Tenga presente che abbiamo sul groppone ancora le poche scorie prodotte 30 anni fa che nessuno vuole e che ci stanno costando milioni di euro…
Aggiunga che le centrali nucleari che vorrebbe fare questo Governo per la loro costruzione impiegherebbero almeno 10 – 15 anni per essere attivate e messe tutte insieme produrrebbere solo il 4% del fabisogno energetico di oggi!
Si renderà conto dell’assurdità di tale progetto?
la BONINO dice NO a questo nucleare! La POLVERINI????
Scusi GIGI non avevo capito l’ironia!
@giovanni
nessun problema.
Cara Renata sono un ex sindacaliosta prima Cisnal e poi Ugl della Fiat di Cassino e ancora iscritto alla categoria dei pensionati, ti dico che faccio un’enorme sforzo nel votarti prima perchè tra i tuoi alleati dell’UDC a pontecorvo è candidato l’ex sindaco Roscia condannato a 6 anni e quattro mesi per concussione e con due processi in corso, poi c’è il prolema del nucleare io con l’associazione Fare Verde di cui faccio parte siamo contrari al 100% e favorevoli all’energia alternativa, desiderei una risposta in merito
Il nucleare chachacha,non si vuole,non si può,non si deve.Solo in IRAN si può,
anche se da profano, sono assolutamente contrario alle centrali nucleari di terza generazione sia nel lazio che nel mondo ma vorrei che la regione lazio finanziasse un centro di ricerca per il nucleare di quarta generazione.
saluti
Renata,
solo un domanda:
Sei favorevole o contraria all’istallazione di una centrale nucleare nella nostra regione?
Saluti
Giancarlo
I PERCHE’ RAZIONALI DEL NO AL NUCLEARE, ABBANDONIAMO LE IDEOLOGIE
1. il rientro al nucleare non rappresenta alcuna necessità per l’Italia: importiamo il 12,5% circa di energia elettrica dall’estero, e secondo uno studio dell’ENEA commissionato dal governo (energia e ambiente 2008) con il risparmio energetico e l’efficienza energica si può ridurre la domanda del 50% circa
2. in Italia abbiamo gravi problemi nella rete elettrica, per i quali disperdiamo molta energia
http://www.autorita.energia.it/it/dati/ees1bis.htm guardate le perdite di rete
3. il rientro al nucleare in Italia non risolve il problema attuale dell’offerta di energia elettrica, e non ci farà rientrare in Kyoto e neanche nel 20-20-20 europeo, visti i tempi di realizzazione di una centrale che superano i 10 anni (in Italia poi chi lo sa…); il riscaldamento globale va combattutto oggi!
4. il mito del black out italiano sul quale basiamo la necessità di annullare la dipendenza di energia elettrica, non fu dovuto alla dipendenza dall’estero, ma da un guasto che mandò in tilt la rete nazionale
5. parlando di blackout, faccio presente che a novembre 2009 la Francia ha ammesso la possibilità di un blackout durante questo inverno dovuto all’arresto di 18 reattori per guasti. http://www.verdi.it/energia/27668-nucleare-francese-mito-in-fumo.html;
6. l’energia in Francia costa di meno semplicemente perché è tutto è a fondi pubblici (AREVA= 85% capitale statale), trovatemi un privato che da solo investe propri soldi e risorse in qualcosa per il quale vedrà (forse “basta vedere le centrali EPR in costruzione”) un rientro economico dopo 10 anni se va tutto bene: è un folle;
7. la bolletta del cittadino non si abbasserà: già paghiamo nella bolletta da anni il decommissioning delle centrali nucleari chiuse (e la SOGIN in 11 anni di attività ha realizzato solo l’1% annuo di decommissioning), e le aziende che gestiranno le centrali vorranno una bolletta stabile per rientrare con i costi di manutenzione-gestione…;
8. le centrali creeranno occupazione? si, solo intorno alle centrali per noi italiani: io vivo a Latina da quando sono nata, e Latina ha una economia non certo florida, le case intorno alla centrale vengono svendute; il lavoro e i soldi lo diamo ai francesi dell’Areva (che realizzerà le centrali); le rinnovabili rivoluzioneranno il modello economico italiano e creeranno posti di lavoro a fiumi, essendo le rinnovabili la forma energetica più democratica e decentralizzata che esista.
9. L’AREVA è in crisi con 4 cantieri aperti, iniziati e fermati per costi eccessivi e non solo…l’EPR una tecnologia bocciata dalle autorità di vigilanza sul nucleare, quella inglese, francese e finlandese; negli USA una centrale annullata per costi eccessivi e bocciata dall’autorità americana; centrali EPR funzionanti non ne esitono e noi vogliamo regalare i nostri soldi alla cieca denunciando spesso come scusa l’incertezza delle rinnovabili…
10. Le centrali rispettano l’ambiente? sul rispetto dell’ambiente non mi pronuncio, anche perché non esiste né una EPR ne uné di IV generazione, e comunque si guarda sempre e solo l’impatto circoscritto alla centrale, non l’impatto totale LCA (Life Cycle Assessment) per: realizzazione, reperimento materie prime, smaltimento scorie, stoccaggio definitivo, decommissioning etc…
11. la scelta del nucleare EPR è folle, è solo un modo per buttare almeno 32 miliardi di euro (con i quali arricchiremo l’AREVA) in un Paese con un debito pubblico di circa 1.700 mld di euro…lo sviluppo economico sta nella GREEN ECONOMY e nel riconoscimento della necessità di staccarci dalle fonti fossili (l’uranio è un minerale fossile).
Es. informatevi sulla smart-grid di rinnovabili del nord Europa (tra cui la Francia): costerà sui 30 mld di euro e servirà 100GW di energia elettrica, mentre noi col nucleare ci faremmo 64GW….furbi, eh?? ma vogliamo far arricchire sempre gli altri?? rendiamoci veramente indipendenti…ma l’uranio dove lo prendiamo? e la tecnologia?….http://www.genitronsviluppo.com/2010/01/07/smart-grid-europa/
11a. le riserve di uranio sono attestate a finire tra circa 40-60 anni, nelle visioni più ottimistiche, quindi investire 30 MLD (senza considerare che aumentando il numero di centrali questa stima andrà rivista al ribasso e che il costo dell’uranio ovviamnte aumenterà in modo esponenziale in funzione della dipendenza e della domanda) è palesemente poco conveniente per noi cittadini.
12. il mio no al nucleare non è per il pericolo di esplosioni o incidenti, ma per i motivi razionali di non convenienza e non necessità per il nostro paese, per le nostre tasche e per la nostra salute
13. Rendiamoci conto che la decisione di utilizzare il nucleare per produrre corrente è stata basata solo sulla necessità di abbattere i costi per le strutture necessarie per l’arricchimento dell’uranio destinato alla produzione di armi nucleari.
14. consiglio a tutti la lettura del libro di Virginio Bettini e Giorgio Nebbia – “Il nucleare impossibile. Perché non conviene tornare al nucleare”; purtroppo noto che gli scienziati o comunque coloro che si pongono a favore del nucleare trascurino tutte le dinamiche politiche-economiche che in realtà muovono la ricerca sul nucleare…
http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/05/11/bettini-nebbia-nucleare-impossibile/
CONCLUSIONI:
il nucleare per generare corrente non è il futuro, ma il passato, storia, anzi preistoria…
non è stato realizzato in nessuna parte del mondo fino ad oggi un nucleare pulito, quindi tutta roba su carta…
il nucleare è vecchio di + di 100 anni e da 60 anni lo usiamo per generare elettricità (con migliorie ingegneristiche piccole per il tempo che è trascorso e i soldi investiti) e nonostante ciò ancora non si ha a livello mondiale una soluzione definitiva per le scorie, impariamo a essere realisti e non utopici.Dobbiamo capire che possiamo sfruttare la forza immensa della natura che ci offre, non pensare di sostituirci a Lei come se fossimo degli dei: perché creare quando possiamo utilizzare quello che già c’è? stiamo solo temporeggiando un cambiamento che prima o poi saremo costretti a fare, ricordiamoci che la Terra è un elemento finito e circoscritto, come lo sono le risorse e l’uranio: solo la sua forza è infinita, e la sua vita, ma gli scienziati sono accecati dalla FEDE nella scienza…
Gentile Polverini,
sono del PdL e per il successo della sua candidatura le suggerisco di non prendere una posizione aperta a favore del nucleare. Per due motivi:
1) la Corte Costituzionale potrebbe bocciare (verosimilmente) l’azione del Governo e lei verrebbe così indirettamente sbugiardata subito.
2) se anche l’azione del Governo dovesse passare il vaglio della Suprema Corte, si immagina quanti laziali la voterebbero poi, se sapessero che lei vuole autorizzare una centrale nucleare a due passi dai giardini dove giocano i loro figli?
Ci pensi, e (come ha saggiamente già fatto) si astenga.
Andrea.
P.S.
Le lascio una riflessione: come mai già da tempo il gigante tedesco
Siemens, aveva deciso improvvisamente nel gennaio 2009 di dismettere la sua quota del 34% in Areva NP, il consorzio franco-tedesco impegnato nel nucleare?
Quello che l’Enel non dice…
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/nucleare-enel-bufale.pdf
Sig.Renata visto il ruolo che intende ricoprire, e il suo impegno nell’ambito dell’ambiente, gli elettori possono sapere che ne pensa della caccia?
Non mi fanno paura le centrali nuclerai …. mi fanno paura i politici che con la mafia speculano sulla nostra vita …. provate ad immaginare che lucro per la malavita …. se i rifiuti normali sono fonte di ricchezza … la scorie allora ??? … e gli appalti truccati ??? ……. con la compiacenza di chi ci governa … cara Polverini devi prendere una decisione si o no senza compiacere al capo.
formigoni dice no al nucleare in lombardia zaia dice no al nucleare in
veneto polverini che dice?
Emma Bonino ha dichiarato chiaramente che nel caso diventasse Pres. della regione Lazio direbbe assolutamente NO!!!!!!! alla costruzione di Centrali Nucleari e Siti per l’immagazinamento di scorie nucleari…..
Io voteró Emma Bonino
…… NON è IL NUCLEARE CHE FA PAURA SONO I POLITICI E LORO AMICI … qesta è una conversazione di costruttori compagni di Bertolaso sul terremoto :
LE RISATE LA NOTTE DEL SISMA
Secondo quanto riportato da Repubblica, il 6 aprile ( giorno del terremoto in Abruzzo), in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c’è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti: “Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.
ma non vedete voi elettori di centro-destra che i vostri rappresentanti vi prendono in giro !?!? la Polverini non ha neanche il coraggio di dire cosa ne pensa lei del nucleare , se lo vuole o no nel Lazio ….e poi nel Lazio questo processo lo dovrebbero gestire politici come Storace o Fazzone , che di chiarezza , trasparenza e legalità non fanno i loro cavalli di sicurezza…state attenti allora a chi concedete la vostra fiducia…
Salve
sono Jessica Brighenti, di Latina Sostenibile.
Vorrei precisare che i 12 punti di sopra scritti a nome di Latina Sostenibile, sono fonte del “MOVIMENTO NAZIONALE “NO AL NUCLEARE IN ITALIA” coordiniamo tutti i gruppi!” http://www.facebook.com/group.php?v=app_2373072738&gid=291749321333
Latina Sostenibile appoggia i punti suddetti in quanto appoggia il movimento, ma il movimento non nasce dall’associazione, ma da me e Alessandro Savio.
Inoltre i punti suddetti sono stati sostituiti e aggiornati e si possono trovare su
http://www.facebook.com/group.php?v=app_2373072738&gid=291749321333
difatti i punti verranno rimossi a breve e sostituiti con quelli aggiornati
saluti
Jessica Brighenti
ecco l’aggiornamento dei punti
“LE MOTIVAZIONI RAZIONALI DEL NO AL NUCLEARE IN ITALIA,
ABBANDONIAMO LE IDEOLOGIE!!!”
1_Il rientro al Nucleare rappresenta una vera necessità per L’italia?
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No, il rientro al nucleare non rappresenta alcuna necessità per l’Italia: importiamo il 12,5% circa di energia elettrica dall’estero e secondo uno studio dell’ENEA commissionato dal governo (energia e ambiente 2008) con il risparmio energetico e l’efficienza energetica si può ridurre le emissioni di CO2 del 50% circa.
Attualmente la nostra rete elettrica perde 20.443,7 GWh annui (dati del 2008). Questo valore si può paragonare al 50% dei GWh di dipendenza di elettricità dall’estero (43.432,5 GWh); quindi con il miglioramento della rete ridurremmo la nostra dipendenza dall’estero di quasi la metà (passando dal 12,5% attuale ad un 6-7%)
http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2009_REA2008_Analisi.pdf
http://www.autorita.energia.it/it/dati/ees1bis.htm (vedi tabella)
2_Il rientro al nucleare risolve l’attuale crisi energetica?
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No, perché i primi cantieri verranno aperti nel 2013 e i tempi di realizzazione di una centrale nucleare di tecnologia EPR (quelle che si vogliono realizzare in Italia) sono ancora ignoti, perché non ne è stata ultimata ancora nessuna al mondo di questa tipologia.
In Europa ci sono 2 cantieri aperti di centrali EPR:
-uno in Finlandia, iniziato nel 2003 con ultimazione prevista nel 2009, posticipata al 2012 (da 6 anni previsti si è già passati a 9).
-uno in Francia, iniziato nel 2007 con ultimazione prevista nel 2012
(i ritardi sono imputabili alla necessita di adeguare il progetto in itinere alle richieste dell’autorità di vigilanza sulla sicurezza sul nucleare nello specifico quella Francese, Inglese e Finlandese e alle complicazioni che queste comportano ed in aggiunta al reperimento e alle fluttuazione del costo delle materie prime necessarie, con un conseguente aumento dei costi)
http://www.unimondo.org/Notizie/Nucleare-tre-autorita-europee-bocciano-l-Epr-il-sistema-scelto-dall-Enel-per-l-Italia
http://www.asn.fr/index.php/content/download/22578/133691/file/2009-02-11-Joint+regulatory+Statement.pdf
3_Il rientro al nucleare aiuterà a combattere i cambiamenti climatici?
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No, perché in Italia siamo già in ritardo con il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 imposte dal protocollo di Kyoto, bisogna intervenire ora affinché le azioni congiunte dei paesi firmatari abbiamo un effetto concreto nella lotta ai cambiamenti climatici.
Inoltre il non raggiungimento di questi obiettivi comporterà il dover pagare con denaro pubblico l’avere ecceduto nelle emissioni di CO2 permesse (il gas serra maggiormente responsabile del riscaldamento globale).
In aggiunta non riusciremo a rispettare per il 2020 gli obiettivi “20-20-20” Europei (entro il 2020, ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica, aumentare al 20% l’energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare del 20% l’efficienza energetica)
4_La scelta francese di preferire il nucleare è vincente?
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No, questa scelta non gli ha assicurato l’indipendenza elettrica in quanto anch’essa importa normalmente elettricità da: Belgio, Germania, Italia, Inghilterra, Spagna e Svizzera (dati Eurostat 2007); oltretutto, questo inverno a causa dell’arresto di 18 reattori (su 58) per varie problematiche, l’importazione sarà maggiore per minimizzare il rischio di blackout nazionale. Ciò accade in quanto il sistema francese di riscaldamento degli edifici si basa quasi esclusivamente sull’utilizzo di elettricità.
http://www.lemonde.fr/economie/article/2009/10/30/la-france-va-devoir-importer-de-l-electricite-cet-hiver_1260894_3234.html
5_Il nucleare abbasserà il costo delle nostre bollette?
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No, ad oggi non esiste nessun accordo tra chi gestirà le centrali e lo Stato, che comporti una riduzione del prezzo dell’elettricità, quindi non c’è alcuna garanzia delle dichiarazioni che affermano una riduzione della bolletta.
Non dimentichiamo che lo smantellamento delle centrali Nucleari che già abbiamo è affidato alla Sogin società a fondi pubblici: una parte della nostra bolletta è destinata a ciò, e sarà così anche per quelle future.
6_Il nucleare risolve il problema occupazionale?
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No, perché il nucleare crea nuovi posti di lavoro maggiormente nella fase di realizzazione delle centrali, mentre nella fase di attività i benefici sono concentrati localmente. Differentemente un sistema energetico basato sulle rinnovabili, sull’efficienza energetica degli edifici, dell’industria e dei trasporti e l’ammodernamento della rete indurrebbe molti più posti di lavoro del nucleare su tutto il territorio nazionale.
7_Il nucleare è un energia pulita?
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Forse in parte, perché dichiarata come quella che non emette CO2; ma bisogna considerare le altre esternalità legate alle fasi di: smaltimento scorie, stoccaggio definitivo, decommissioning in termini di impatto sull’ambiente e il reperimento dell’uranio che, oltre all’impatto ambientale, comporta la perdita di molte vite umane date dall’esposizione al materiale radiattivo e i suoi derivati. (vedi lo sfruttamento delle miniere di uranio in Niger da parte dell’AREVA, la società che gestisce il nucleare in Francia)
Non dimentichiamoci che le scorie radioattive sono un’eredità che lasciamo alle nostre generazioni future anche per migliaia di anni.
8_L’energia nucleare è più economica delle rinnovabili?
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No, se si tengono in conto i costi esorbitanti di: costruzione degli impianti EPR (stime ottimistiche di 4 mld di euro, quelle più concrete di 8); costi di manutenzione, gestione, smantellamento delle centrali e stoccaggio delle scorie, con la conseguente realizzazione di depositi nazionali – ancora non definiti – (in Francia il deposito in realizzazione ha un costo di 60 mld di euro e ne serviranno altri). http://www.repubblica.it/ambiente/2009/11/09/news/la_catacombe_dellatomo_nel_caveau_delle_scorie-1819929/
In Italia si voglio spendere ottimisticamente 32 Mld di euro per fare 8 centrali che in totale forniranno 12,8 GWh di elettricità, mentre in Europa si sta realizzando con la stessa cifra un sistema basato sulle rinnovabili che produrrà 100GWh di energia. http://www.genitronsviluppo.com/2010/01/07/smart-grid-europa/
9_Il nucleare ci renderà indipendenti energeticamente?
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No, costruendo centrali nucleari dovremo iniziare a comprare la materia prima per farle funzionare (uranio arricchito) e a chi dobbiamo rivolgerci per avere la tecnologia e la materia prima? Dalla Francia, questo secondo voi non è dipendenza?
Non tralasciamo che le riserve di uranio sono attestate a finire tra circa 40-60 anni.
La nostra dipendenza energetica, ma anche quella di tutti gli altri paesi europei è legata alle risorse, carbone, gas, petrolio, uranio ecc.. che importiamo per alimentare le centrali che abbiamo sul territorio nazionale (come fanno tutti i paesi), senza dimenticare che la Francia importa molto più petrolio di noi. (Fr=92.602.000 toe, It=77.577.000 toe annui al 2007)
10_Le centrali nucleari si possono considerare a alto rischio di esplosione?
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No, la storia testimonia che c’è stato un solo grave incidente (Chernobyl) che ha coinvolto buona parte dell’Europa e che le sue conseguenze si risentono tuttora sulle popolazioni circostanti l’epicentro dell’esplosione. Ciononostante non bisogna abbassare la guardia in quanto gli incidenti di minore entità sono al contrario diffusi, e riguardano maggiormente quelle centrali costruite più di vent’anni fa che ancora oggi sono in funzione.
11_Come raggiungere la vera indipendenza energetica?
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La possiamo raggiungere non attraverso il nucleare che dipende dal reperimento dell’uranio (una risorsa limitata) ma investendo nelle energie rinnovabili. Il combustibile di questa tecnologia infatti si trova ovunque intorno a noi senza alcun costo: ha un costo catturarlo e utilizzarlo ma di certo di molto inferiore a quello che ha il nucleare, senza tener conto che il nucleare ha un costo immenso anche dopo il suo ciclo di vita (infatti un impianto nucleare dopo che ha finito di produrre corrente ha necessità di una costante manutenzione, dello smaltimento delle scorie e della bonifica del sito)
12_Il nucleare giustifica la spesa di 30 mld di euro di denaro pubblico?
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No, le difficoltà che incidono maggiormente sulla vita del cittadino sono causate dalla carenza di servizi pubblici, dalla loro scarsa qualità, dall’infinita burocrazia, da una eccessiva pressione fiscale e dal degrado generalizzato delle nostre città.
Siamo sicuri che il nucleare giustifica una spesa pubblica di questa portata?
Non sarebbe più utile al cittadino investire questo denaro ora per la crisi del sistema italiano migliorando così la qualità della vita di ognuno di noi?
Per esempio investendo in campi che ci permettano di rispettare le scadenze degli impegni vincolanti di riduzione di CO2 che il nostro governo ha preso a livello internazionale (Kyoto= 2012, 20-20-20= 2020) per non incorrere in sanzioni, che verranno pagate con denaro pubblico e che renderanno sempre maggiore il debito del nostro paese, riperquotendosi in modo negativo sulle tasche di noi cittadini? (non dimentichiamo che il nostro paese ha un debito pubblico di circa 1.750 mld di euro).
Jessica Brighenti e Alessandro Savio
INFO: “MOVIMENTO NAZIONALE “NO AL NUCLEARE IN ITALIA” coordiniamo tutti i gruppi!”
http://www.facebook.com/?sk=2361831622#!/group.php?gid=291749321333
Ciao Renata,
Sono un ex assessore repubblicano al comune di Montalto di Castro è ho vissuto in prima persona le lotte contro l’istallazione della centrale nucleare che doveva essere costruita a Montalto.Ora a distanza di oltre vent’anni si vuol riaprire questa “ferita sociale” in un territorio che ha “già dato” in termini energetici con le centrali di Torvaldalica di Civitavecchia, la centrale di Montalto le nuove centrali Fotovoltaiche che sono state costruite ed ancora stanno costruendo.Non ti sembra che il nostro territorio abbia ampiamente contribuito al fabbisogno nazionale in termini di energia ed impatto ambientale?Ti ricordo ,se non sai ,che la centrale policombustibile di Montalto di Castro è quasi sempre ferma o a regime minimo.Il territorio ha puntato in questi ultimi anni sul Turismo con ingenti investimenti che verrebbero vanizzati con una scelta di piazzare un reattore nucleare .Cosa ancora più inaccettabile è il volerla imporre con leggi speciali come se fossimo in stato di guerra o dittatura.Ho parlato di questo anche con il ministro Sacconi che spesso viene a Montalto, il quale cercava di rassicurami sul fatto che i nuovi reattori sono costruiti quasi per intero sottoterra con poco impatto visivo.Il problema è che non si risolvono così i problemi energetici nazionali imponendo “per trenta denari”alle popolazioni decisioni che mi sembra nessuna Regione accetta.
Vi invito ad andare a cercare su internet il progetto Desertec. Il progetto prevede l’installazione di solare termico del premio nobel Carlo Rubbia in varie zone del Nord Africa per fornire energia al Nord Africa ed il 15 % di energia necessaria all’Europa. Idea italiana, tecnologia anche italiana ma i maggiori attori di questo progetto sono tedeschi tra cui Siemens che in un post precedente veniva citata in quanto ha abbandonato investimenti sul nucleare. Questo colosso sta puntando molto su questo progetto e sulle fonti rinnovabili in generale e questo mi da fiducia vista la lunghimiraggine che gli ha consentito di essere forse la pià grande azienda al mondo nel campo elettrotecnico ed esiste da oltre 160 anni. La stessa Germania ha già le centrali nucleari ma ha legiiferato la chiusura nei prossimi dieci anni. Avete mai visto uno spot in TV che invita i cittadini italiani ad instalarsi il fotovoltaico visto che conviene ed è addirittura remunerativo ? QUale migliore centrale: il cittadino riceve contributi sulla produzione ed in cambio deve garantire la manutenzione e la funzionalità dell’impianto. Senza alcuna Pubblicità Progresso in TV da parte del Governo, gli italiani hanno installato quasi un GW di fotovoltaico in meno di tre anni. Pensate se in TV avessero detto chiaramente ai cittadini ed alle imprese : Installate che vi conviene ! QUanti spot in cambio avete già sentito pro-nucleare tramite telegiornali e programmi vari ??? E’ una vergogna. Sig.ra Polverini prenda posizioni nette sul NO al nucleare nel Lazio anche portando per strada i cittadini. Io vengo a difendere il territorio.
Cara Polverini,
come certamente già saprà oggi 16 febbraio sul nucleare c’e un’importantissima notizia: il Presidente Obama ha annunciato un formidabile nuovo impulso alla costruzione di nuove centrali nucleari in America: immediatamente stanziati 8.3 miliardi di dollari per il nuovo programma e….” questo è solo l’inizio”. Riporto dal Corriere della Sera:” Il nucleare rimane la nostra più grande fonte di energia…….non possiamo farci paralizzare dal vecchio dibattito tra destra e sinistra, tra ambientalisti e fautori dello sviluppo”.
L’occasione è propizia per riflettere sui programmi del Lazio dove come noto sono in predicato i due siti di Montalto e di Borgo Sabotino.
Il governo nazionale ha già fatto, meritoriamente, le sue scelte. I candidati regionali invece nel loro complesso nicchiano. Irresponsabilmente scatenati quelli della sinistra (Vendola: ci vorrà l’esercito per fare centrali in Puglia) ma anche quelli del campo governativo non brillano (Formigoni: la Lombardia è autosufficiente; Saia: il Veneto ha già dato). Sicuramente pesano ancora le vecchie irrazionali paure della gente più ignara ma altrettanto indubbio è lo sconcerto degli elettori seri posti tra il SI del governo ed il Ni dei candidati alle regioni.
Sarebbe altamente apprezzata una scelta chiara responsabile e coraggiosa anche a livello regionale che si facesse carico delle esigenze di sviluppo della comunità nazionale e dell’avvenire
delle giovani generazioni. Io che sono uomo di destra ritengo che questa sia la funzione precipua dei politici più meritevoli.
Pur con simpatia e rispetto verso gli amici ecologisti (specie verso quelli più romantici e generosi, numerosi anche a destra) non si possono non ricordare gli effetti disastrosi della autoesclusione del nostro Paese , negli anni ‘80, dai paesi produttori di energia nucleare. L’italia, unico (dicesi unico al mondo) paese industriale che ha rinunciato sinora al nucleare si è trovata circondata da paesi ultra nuclearizzati (2 centrali nucleari in Slovenia, 17 in Germania, 8 in Svizzera, 59 in Francia) correndo in pura teoria gli stessi rischi di costoro ma rimanendo privata del bene fondamentale dell’ energia pulita e a buon mercato; fondamentale per rimanere competitivi nei mercati internazionali e per conservare i nostri posti di lavoro .Ne sanno qualcosa i lavoratori di Porto Vesme che l’ALCOA vorrebbe licenziare perchè la produzione dell’alluminio è antieconomica in Italia ..dati i costi dell’energia circa doppi di quelli vigenti per esempio in Francia.
Quanto al futuro si è già detto dei piani di Obama in America. In questo particolare momento sono in costruzione 30 nuove centrali soltanto in Cina ed un’altra ventina nei restanti paesi. Tutte le previsioni a medio e lungo termine fatte dagli organismi internazionali più qualificati assegnano al nucleare un ruolo preminente : per esempio oltre un terzo di nucleare sul totale dell’energia prodotta negli anni 2050. Non sarebbe difficile per ultimo dimostrare che solo il nucleare, perchè economico e pulito, permette di sperare concretamente in una riduzione delle emissioni inquinanti.
Cara Renata, vedo nel tuo sito che alcuni interlocutori ti propongono impegni esattamente opposti a quelli che io mi auguro. Credo che tu abbia mente e temperamento per affrontare anche scelte difficili. Abbi fiducia nell’intelligenza della nostra gente!
Caro Gian Galeazzo per essere un Paese tecnologico occorre utilizzare le nuove tecnologie e non quelle che hanno più di 50 anni senza alcun progresso soprattuto nel campo delle scorie. Se ho citato la più grande azienda elettrotetecnica al mondo ,l’ho fatto per far capire che mentre una azienda che ha 160 abbandona il nucleare per andare sul progetto Desertec e sull rinnovabili ( ha fatturato 23 Miliardi di EUro nel mondo nel 2009 solo con queste tecnolgie ), i politci vivono di compromessi e di patti che spesso non vanno a braccetto con il futuro. QUando si parla di bilanci energetici e di soluzioni tecnolgiche credo più al premio Nobel Carlo Rubbia, alla Siemens e alla Francia anch’essa presente nel progetto Desertec. Perchè Sarcozy si sta apredno a nuovi orizzonti energetici con tutto il nucleare che ha ??? Sul nucleare si puo’ investire ma in quello dei prossimi 15 anni ( quello a fusione ) e non quello di 50 anni fa che i grossi stati europei stanno smantellando. Rilanceresti il mercato dell’auto con la FIAT 127 innovata in quanto monta le cinture di sicurezza ? Il paragone calza perfettamente con il nucleatre a fissione che ti piace. Hai presente inoltre come è fatta l’Italia a fidderenza dell’America o la Francia ? Se piove crolla tutto, sismica, piena di affaristi pronti a fare affari senza darti sicurezza. Credimi, tra efficienza, rinnovabili pian piano possiamo dismettere anche qualche centrale vecchia. Sono disposto a dimostratelo con i numeri. Polverini se ci tieni al nostro futuro affidati ai ricercatori e non ai politici “so tutto io, arraffo tutto io”.
pensa di ignorarle; ciò nonostante in tutte le previsioni a livello mondiale il nucleare è previsto in espansione.
2-Le centrali di 4a generazione (quando verranno) miglioreranno ancora e di molto la convenienza e la sicurezza del nucleare; ciò non significa che la tecnologia attuale (quella di 3a generazione non quella di 50 anni fà) sia obsoleta. Come tutti sappiamo è attualmente in atto nel mondo un imponente programma di nuove centrali nucleari. L’ultimo importantissimo rilancio è quello del progressista presidente Obama appena tre giorni fà. Tutto il programma si basa naturalmente sulla tecnologia ora disponibile. Sono tutti incompetenti ? O vogliamo riproporgli il modello italiano No-NUCLEARE, quello dei nostri politici degli anni ‘80 ?
3- Altri, ragionevolmente, seguitano a pensare alla sicurezza (dove manderemo a giocare i nostri bambini? ). Purtroppo, complici i media, molti nostri concittadini sono rimasti a Chernobyl . Anche in tal caso però senza addentrarci in complicate analisi conviene rifarsi alle esperienze degli altri. Nel civile e popolatissimo Belgio in un territorio ristrettissimo, a pochi passi da grandi città come Bruxelles, Anversa e Liegi sono oggi istallate e funzionanti 8 centrali nucleari. Nell’ultra tecnologico Giappone (il paese martire del bombardamento atomico) in un territorio sempre molto ristretto ed ancor più densamente popolato sono stipate 51 centrali nucleari. Anche questi tutti matti?