Cari amici, ho letto molte dichiarazioni sul tema delle unioni di fatto su cui mi ero espressa nel post di ieri. Il tema, come è noto, è delicato e deve essere affrontato da tutte le istituzioni, a partire dal Governo e dal Parlamento. Per quanto mi riguarda al centro della mia politica c’è e ci sarà sempre la famiglia, istituzione cardine della nostra società. Non a caso rappresenta un punto centrale del programma che stiamo realizzando, in cui particolare attenzione sarà dedicata alla tutela dei figli.
Detto questo, sul tema delle unioni di fatto, non intendo essere strumentalizzata da nessuno. Ripeto: da nessuno.
Venendo al merito: come ho già scritto, sono nettamente contraria a qualsiasi forma di unione che sia definibile o possa apparire come un’altra forma di matrimonio o come un surrogato della famiglia tradizionale.
Al contempo credo che chi compie scelte personali differenti debba poter trovare delle forme di tutela per diritti fondamentali, che sono del resto già previste dalla Costituzione e dal Codice civile. Non si tratta di una scelta ideologica, ma di una semplice questione di buon senso. Chi sceglie di non contrarre matrimonio, religioso o civile che sia, oggi è costretto a seguire strade tortuose per vedere concretizzati diritti e doveri reciproci, che gli sono del resto già riconosciuti dal nostro ordinamento. Io penso invece che sia opportuno semplificare questo processo, al fine di rendere più facile la vita dei cittadini, anche di coloro che hanno convincimenti diversi dai miei.
On 1 febbraio 2010,
in Diario,
by redazione


















se si tratta solo di snellire la burocrazia sulla base di norme già esistenti nn vedo cosa ci sia di scandaloso… anzi, ben venga!!!!
POLVERINI FOR PRESIDENT!!!!!!
ma si intendono solo le coppie di fatto sull’impronta eterosessuale della famiglia “tradizionale” o anche quelle tra persone appartenenti allo stesso sesso?
Bravissima e carissima Renata,
ti ammiro e ti stimo per il coraggio di scendere in campo con il PDL, sono pienamento daccordo per il Tuo discorso sulle coppie di fatto, continua cosi e io e molti ti seguiremo.
Ciao da Filippo
cara renata non far soffocare le tue ideologie dalla destra. forza renata. dimostra il tuo vaolre
grande compagna Renata!
spero che la sua apertura alle coppie di fatto, che non devono essere classificati o messe in secondo piano rispetto a un regolare matrimoni, non cambi solo per le tante critiche ricevute dai suoi “alleati” altrimenti ci sarebbe poca coerenza e credibilita e potrebbe perdere la stima dei molti suoi futuri elettori che credono piu in lei come persona che ai suoi “alleati”.
Renata come mai il simbolo rosso?
Complimenti, Renata!Io sono un elettore del centrosinistra che temeva, dopo la noizia della candidatura-Bonino, una campagna elettorale all’insegna delle contrapposizioni furbe ed ipocrite su coppie di fatto, aborto, anticoncezionali, rapporti prematrimoniali via via fino ai capelloni e le minigonne..le sue intelligenti e realistiche dichiarazioni sulle coppie di fatto, una realtà che è vergognoso non riconoscere per puro calcolo, mi smentiscono e davvero fanno sperare tanti in un futuro più civile..tenga duro, si vedono già brutti segnali, magari da parte di chi se ne frega del proprio vincolo matrimoniale…un saluto ammirato da una persona sposata, cattolica e che, proprio per questo, cerca di essere attenta a diritti di tutti!
Se ho capito bene:
1 – contraria a qualsiasi forma di unione che sia definibile o possa apparire come un’altra forma di matrimonio o come un surrogato della famiglia tradizionale
2 – contraria ai matrimoni stesso sesso
Quali sarebbero allora le forme di tutela? Andare all’estero per avere i diritti che qui non si possono avere?
Carissima RENATA,
sulle coppie di fatto, come su ogni delicata questione, non farti suggestionare da chi ha abbandonato la giustizia sociale per convertirsi all’egoismo borghese ed elevarlo a morale.
Tu sei sindacalista e penso che hai le tasche piene come me degli estremisti della flessibilità e della precarietà nel lavoro, perché assecondarli pure nella ricerca di stabilità delle famiglie e dell’Amore?
Il buon senso suggerisce che solo a parità di doveri corrispondano parità di diritti.
In questo ambito non è tortuosa la burocrazia bensì la furbizia di chi -nel lavoro, come nella vita- accampa i diritti e se ne fotte dei doveri.
Se uno ama davvero la propria compagna di vita e desidera tutelarla con tutto il suo cuore: la sposa, si assume onori e oneri davanti alla laicissima legge e cerca di vivere sereno.
Viceversa, se uno non è sicuro dei suoi sentimenti perché deve scaricare i guasti della propria voluta instabilità amorosa sulle spalle della società e dei contribuenti?
Per favore, Renata, non Ti far fregare dai radicali e dai loro pappagalli, qui non è in gioco il catechismo ma lo sfrenato ed irresponsabile individualismo!
I laicissimi e non cristiani antichi romani conoscevano e praticavano l’omosessualità, ma, cultori del Diritto -assai diverso dalla dittatura dei più disparati desideri- non hanno mai pensato di equiparare le coppie omosessuali alle famiglie fondate sul matrimonio, fondate cioè sulla maternità, sulla fecondità, sull’assunzione di faticose -e allo stesso tempo tenerissime- responsabilità che durano per tutta la vita, non sull’assecondare vizi e capricci di un’istante (etero e/o omosessuale che sia).
In bocca al lupo!
Francesco
Dottoressa Polverini… mi può spiegare come può chiamarsi Popolo della Libertà un partito che dopo le Sue parole di semplice buon senso sulle coppie di fatto reagisce in questo modo? Può chiarire se con coppie di fatto intende ogni tipo di coppia o se si riferisce a coppie eterosessuali?
Grazie e che vinca la migliore!
Non ho capito bene perchè le intemerate quasi furibonde di Alemanno e Storace sulla dignitosa e propositiva posizione della -già brava all’esordio- Renata sulle coppie di fatto.
La civiltà e la maturità di un atteggiamento “politico” serio, sereno e moderno, in materia, non c’entrano molto con “l’equiparazione” o approssimazioni del genere. Antipatica entrata a gamba tesa dei due pur esperti esponenti, cartellino giallo e attenzione a non sbagliare clamorosamente campagna elettorale di qui al voto.
Per ” piccolo fatto personale (sono insegnante)”, poi, concedimi, Renata, un non saccente e magari un po’ salottiero rilievo: siamo sicuri che “non problemi ma soluzioni” sia uno slogan che arriva bene alla ragione e alla pancia degli elettori? Sarà perchè vengo dal problem-solving, ma avrei preferito “i problemi trovano una soluzione”, o roba del genere, ma non la NEGAZIONE. Mi sbaglio? Con stima Armando
@Filippo Casolari: effettivamente, ci vuole coraggio ad entrare in politica con il PDL…per lo meno per una persona che si definisca onesta dico
@Redazione: ma con quali soldi è pagato l’affitto del “tempietto” dietro via Romagnosi?
Io appartengo alle cosiddette “coppie di fatto” da 2 anni e credo che ci voglia qualcuno che garantisca tutto anche a noi evitando di esser trattati quasi come appestati!Quando io e il mio compagno avremo ottenuto i rispettivi divorzi abbiamo intenzione di sposarci,ma,intanto,io non ho nessun diritto;io sono casalinga e logicamente lui mantiene economicamente anche me ma x lo Stato Italiano non gli spettano nemmeno gli assegni familiari:secondo lei è una cosa giusta?…Spero che davvero qualcuno si muova in tal senso anche se sono molto scettica,visto come continuano ad andare le cose riguardo questo argomento…
Renatina la vedo grigia…anche con i distinguo di questo ultimo post penso che non avrai vita facile con i tuoi alleati (molti dei quali hanno nel DNA una velata traccia di xenofobia e omofobia)…ricorda che sei nel Lazio che, sino a prova contraria, è una depandance del Vaticano.
Questo è un terreno minato…attenzione alle promesse spese.
19.000 auguri.
Le coppie di fatto esistono sempre più nel mondo reale che ci circonda e non tutti sono portati al matrimonio.Io ho scelto il matrimonio religioso e non me ne sono mai pentito in oltre 40 anni ma ora i tempi sono cambiati e e non si può penalizzare ingiustamente un innocente
che nasce da un’unione di fatto, facendolo sentire un diverso dagli altri bambini o dandogli di meno solo perchè i genitori non hanno contratto un matrimonio civile o religioso.
entile Renata Polverini,
I miei complimenti per l’uscita sulle coppie di fatto, soltanto da una donna poteva venire una tale apertura di mente, difficilmente reperibile negli uomini, soprattutto in questa nostra classe politica vecchia e ottusa pressochè totalmente di sesso maschile, che ci rende anche in questo gli ultimi in Europa.
Tuttavia, per la questione della trasprenza tanto sbandierata, abbiamo qualche speranza che Lei risponda nel merito, senza querelare, all’inchiesta de “Il Fatto Quotidiano”?
Sarebbe gradita una risposta per tutti gli elettori non solo del Lazio, visto che Lei fa parte della classe politica della nuova generazione
A corollario Le riporto una dichiartazione dell’ex premier di Israele Olmert:
“Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della
legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave
imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato
come gli altri. Dimostrerò che le accuse sono infondate da cittadino qualunque”.
Non sarebbe male sentirlo anche dai nostri politici una volta tanto
Cara Polverini,
sono di destra (provengo dal MSI e poi da AN) e CONDIVIDO IN PIENO LA TUA POSIZIONE SULLE COPPIE DI FATTO. Non ti fare condizionare da chi ti critica.. Sei sulla linea di una moderna destra europea. Anche un cristiano non può negare dei diritti elementari che – comunque – non ledono l’istituto del matrimonio. Congratulazioni per come stai conducendo la tua campagna elettorale!
Federico
Cara Polverini,
protesto vivamente per le sue dichiarazioni in favore del riconoscimento delle coppie di fatto. Ho sempre votato per il centro-destra ma, questa volta, alla Regione, a causa di queste sue dichiarazioni, sono piuttosto perplesso e così molti miei amici e conoscenti che si riconoscono nell’area cattolica del centro-destra.
Sperando che lei smentisca al più presto e nettamente le sue dichiarazioni ed, anzi faccia una campagna elettorale più fondata sulla morale naturale e cattolica, che sola le potrà portare il successo sperato, la saluto cordialmente
Stefano Nitoglia
Cara RENATA,
sulle coppie di fatto: buon senso, buon senso, buon senso e ancora buon senso.
Nessun catechismo cattolico, massonico o laicista di destra, di centro, di sinistra!
A parte alcune condizioni particolari, tipo: chi proviene da situazioni di separazioni, è in attesa di divorzio e quindi subisce la impossibilità di contrarre un nuovo matrimonio, il resto delle coppie di fatto gravita in una libera e consapevole scelta che non può eludere un principio di buon senso:
parità di diritti laddove esiste una parità di doveri.
Non è giusto che chi non si assume le stesse precise e permanenti responsabilità personali verso il coniuge di chi contrae matrimonio civile (non stiamo parlando di quelli cattolici o musulmani o ebraici o di altre confessioni) pretenda poi invece gli stessi diritti.
E’ -per tornare al nostro caro tema del lavoro- come se un imprenditore che non versa i contributi ai propri dipendenti pretenda poi di usufruire delle stesse agevolazioni riconosciute dalla legge agli imprenditori onesti e rispettosi dei propri dipendnenti.
Non è giusto! Non è giusto!
Mai cedere ai furbi!
a stefano nitoglia:
scusa,e tu perche’ non vorresti che due persone che convivono non abbiano gli stessi diritti civili che ha una coppia sposata?le tasse le paghiamo tutti caro mio..
la tua mail sa di razzismo nudo e crudo e certo da un cattolico come ti professi suona molto brutto,ma voi non siete cattolici,siete solo integralisti
qui mi fermo perche’ diventeri volgare
CONSIGLIO X LA REDAZIONE:
Il tema delle coppie di fatto credo meriti di essere inserito in una categoria precisa di questo Blog. Propongo di creare la categoria “Diritti civili”, piuttosto che inserire questo tema in “Senza categoria”. Questa disattenzione potrebbe far pensare a un lapsus freudiano…
Mi permetto di interagire con il Signor Stefano Nitoglia e al suo commento. Sono una donna cattolica praticante e sposata. Prima di ciò ho convissuto con il mio attuale marito per alcuni anni. Il nostro percorso di maturità e crescita ci ha fatto giungere alla convinzione di scegliere per il matrimonio cattolico: una scelta da persone adulte, convinta, che sentiva la necessità di una celebrazione con la chiesa. La nostra relazione che dura da 13 anni, è sempre stata basata sul rispetto, sul valore della persona.Sempre…. Dopo il matrimonio, abbiamo sentito la presenza divina tra di noi, specie nei momenti di difficoltà. Consentendo il riconoscimento delle coppie di fatto, ritengo che si intraprenda il percorso della democratizzazione dell’amore, che può anche portare alla scelta del matrimonio come bisogno più intimo e non come ricerca tutela civile. Per questo da cattolica, non mi sento turbata o meno rappresentata da Renata per le sue corrette dichiarazioni.
@ Paolone. Va bene, ci vuole coraggio. Ma se tu ometti di affermare che ce ne vuole altrettanto per entrare nel Pd, da persone oneste, o anche in altri partiti… non ci siamo. Se stai facendo un’approssimazione, ed è indebita, falla con “onestà”, almeno.Sarà durissima uscire da questi schemi paralizzanti, dico ai nostri figli e nipoti. Forza Renata, recupera la POLITICA, tu puoi. E’ dal 1992 che in Italia o sta in eclissi o non esiste più, la Politica. Armando
A Roberto delle 10,48
E’ vero una coppia di fatto paga le stesse tasse di una coppia-famiglia che ha contratto matrimonio. Infatti la diversità non è tanto e/o soltanto economica, ma sul piano dell’assunzione dei reciproci DOVERI che il laicissimo CODICE CIVILE esige da entrambi i coniugi cui, poi, proprio in virtù di questa sana, libera e consapevole assunzione di doveri di ciascuno verso l’altro e gli eventuali figli, riconosce specifici DIRITTI.
Non è catechismo. Non è razzismo. E’ banale ed elementare buon senso.
PARI DOVERI = PARI DIRITTI.
Se preferisci un rapporto di coppia all’insegna della flessibilità e senza obbligatori oneri per Te, perché poi lo Stato dovrebbe riconoscerti i diritti propri di chi si impegna davanti alla Legge di assistere l’altro sua vita natural durante?
Elementare Watson?
la candidata alle elezioni regionali del centro destra è pregata di fare proposte crcostanziate per risolvere i problemi che competono alla regione Lazio che sono molti, difficili, intricati ecc. Se si attenesse solo a questo sarebbe molto meglio e non perderebbe tempo
Caro Mario, non c’è nessun motivo particolare per cui lo sfondo del simbolo è rosso. Semplicemente si tratta un colore che piace molto a Renata. Ovviamente, quindi, non si stratta di una scelta ideologica, anche perché siamo convinti che non ci siano colori che appartengono a una parte politica.
Brava sig.ra Polverini, condivido il suo pensiero sulle coppie di fatto. Non si faccia influenzare da nessuno e vada avanti così!!
Anna
Renata sei una forza!!!!
la famiglia è l’istituzione più importante che c’è, ed è anche necessario regolare e tutelare le coppie di fatto. Vai Ranata siamo tutti con tè… porta avanti il tuo programma!!!!
Ciao Daniela
Complimenti sig.ra Polverini per come stà portando avanti la sua campagna elettorele, semplice, diretta ed incisiva. Mi piace!!
Pienamente a favore per il riconocimento delle “coppie di fatto”… Io appartengo alle cosiddette “coppie di fatto” da 5 anni e credo che ci voglia qualcuno che garantisca e ci tuteli! Quando il mio compagno avrà ottenuto il divorzio ci sposeremo (visto i tempi lunghi per ottenerlo) nel fratempo io non ho nessun diritto. Spero che davvero qualcuno si muova in tal senso anche se sono molto scettica,visto come continuano ad andare le cose riguardo questo argomento. Pertanto invito la Sig.ra Renata a battersi per eliminare questa “barriera”….. Sono con Lei.
Leggo dell’apertura della signora Polverini rispetto alle coppie di fatto.
Non comprendo le riflessioni della sindacalista in quanto una coppia di fatto si distingue dalla coppia di diritto per il semplice motivo che ha scelto LIBERAMENTE E SENZA COSTRIZIONE ALCUNA di non assumere alcun impegno davanti alla legge.
Se io liberamente decido di non assumere alcun ruolo/responsabilità davanti alla legge, perché mi si dovrebbe assicurare tutela e riconoscimento di un qualsiasi status giuridico?
Chiunque voglia accedere a benefici e tutele statali, può tranquillamente scegliere di farsi riconoscere come coppia dalla legge accedendo agli istituti che le norme mettono a disposizione.
Chi vuole essere sconosciuto rispetto alla legge se ne assume le responsabilità e non si capisce quali riconoscimenti voglia .
In secondo luogo ignoro il perchè la Polverini si occupi di queste cose in campagna elettorale visto che l’art 117 della costituzione e seguenti non attribuiscono alle Regioni competenze su tali temi.
mi ha colpito la tua apertura nei confronti delle coppie di fatto, brava Renata… a parità di doveri anche parità di diritti!! Sono figlio di divorziati… e dio solo sà le discriminazioni che a scuola ho subito per questo motivo…. Brava Renato non smetto di dirtelo, bisognia tutelere i figli!
vai avanti così Renata sei tutti noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
buon senso RENATA, ci vuole buon senso in tutte le cose
Credo in Lei!!!
la tutela civile per le coppie di fatto è estremamente necessaria, brava Renata ci voleva una persona come lei alla regione. Avrà il mio voto e quello di tutta la mia famiglia
Non capisco perchè certi politici si ostinino a non rendersi conto che siamo nel 2010 e sono molte le coppie di fatto, personalmente credo nel valore del matrimonio ma credo anche che ogni individuo sia libero di gestire la propia vita come meglio crede!
Grazie Renata almeno tu non porti i paraocchi!!!!!!!!
Essere cattolici vuol dire amre il prossimo! E non condannarlo o giudicarlo, non spetta a noi giudicare e puntare il dito!
Tutti i cittadini vanno tutelati! E non trovo niente di assurdo riguardo il pensiero espresso da Renata Polverini.
Il presupposto della costituzione democratica è la libertà, tanto che si dice che solo con questa costituzione è possibile godere della libertà, che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della libertà è che le stesse persone in parte siano comandate e in parte comandino. [...]Questi dunque sono i caratteri comuni a tutte le democrazie, e da quella che unanimemente si concorda essere la giustizia secondo i canoni democratici (cioè che tutti abbiano lo stesso secondo il numero) deriva quella che più di ogni altra sembra essere democrazia e governo di popolo. L’uguaglianza consiste nel fatto che non comandino più i poveri dei ricchi, che non siano sovrani i primi soltanto, ma tutti secondo rapporti numerici di uguaglianza. E questo sarebbe l’unico modo per ritenere realizzate l’uguaglianza e la libertà nella costituzione.
(Aristotele)
Sono molto contenta di vedere che nel PDL ci sia una donna come Renata che non ha paura di dire quello che pensa!
Grande Renata sono con te!
Gentile renata Polverini,
mi piacerebbe sapere se la sua apertura sulle coppie di fatto riguarda solo gli eterosessuali o anche le coppie omosessuali.
segnalo un comunicato di un consigliere Pd del Lazio (Moscardelli) che parla del bonus bebè, dicendo che nella nostra regione è in funzione da un paio d’anni. segnalo però pure la risposta che ha dato Pallone (Pdl): se nel Lazio il bonus bebè è stato introdotto è per merito dell’opposizione che ha costretto la giunta uscente a finanziare il provvedimento nel 2008. nel 2009 invece il centrosinistra ha pensato bene di non metterci un euro… del resto, da Pd e soci siamo abituati a misure spot! dai renata
Si chiariscano prima i doveri e poi si pensi ai diritti di coloro che agli impegni derivanti dal matrimonio preferiscono la strada + facile della convivenza. Se poi trattasi di coppie gay credo che gli effetti di tali libere scelte nn possano ricadere sulla collettività. Un consigliere/elettore del PDL
Poche, deludenti righe.
E anche poco chiare: coppie di fatto eterosessuali o omosessuali?
E c’è un modo molto semplice per garantirsi doveri e diritti reciproci pari a quelli del matrimonio: sposarsi.
A Fabio, consigliere/elettore del PDL:
Scusa Fabio, ma nessuno ti ha ancora spiegato che l’omosessualità NON E’ UNA SCELTA? Pare che uno si sveglia la mattina e decide di essere gay o lesbica. Beh, non è così. Ecco perché i diritti (e anche i doveri) delle coppie di fatto vanno tutelati e regolamentati. Una coppia omosessuale oggi in Italia non ha nemmeno la possibilità di scegliere se sposarsi o no. Ma la facciamo finita di giudicare chi non è come noi un appestato? Ce la faremo mai a capire che la cosa più bella che ha l’essere umano è la sua individualità specifica, il suo essere “diverso” da noi? Arriveremo mai ad abbassare il ditino che divide i buoni dai cattivi, i sani dai malati, i bianchi dai neri, dai gialli e dai rossi, i poveri dai ricchi, i drogati dai virtuosi,gli stranieri dagli italiani, i diversi dai “normali”? Non sarebbe bello conoscerci prima di giudicarci? Che tristezza….
Ma c’era prorpio bisogno di parlare di questo tema che non c’entra niente con le competenze regionali’Non vorrei che ci andassimo ad impantanare in discorsi che non hanno nulla di competente con la Regione e che andranno a creare solo problemi e discussioni interne al PDL…Magari sotto regionali diciamo anche che vogliamo far votare gli immigrati no?
da ragazzino ero del msi e sono sempre stato una persona di destra. il matrimonio è una scelta e dal punto di vista civile è un contratto , con obbligazioni reciproche. io dopo il divorzio nonmi voglio sposare, è una scelta e non voglio che i politici si inseriscono nella mia libertà regolando tutto. se due cittadini liberamente non vogliono assuemrsi obblighi pur convivendo non vedo perchè lo stato deve inserirsi a regolare il tutto. cosa diversa è quella di rendere più accesibili i diritti di cui i componenti della coppia di fatto già godono. la libertà di sposarsi o meno invece è negata agli omossessuali e questa io crredo è una ingiustizia. se due omossessuali vivono insieme, hanno creato una coppia con un progetto comune di vita e vogliono assumersi obblighi e diritti reciproci, non vedo perchè non possano farlo. la chiesa coni suoi precetti ha il diritto di dire di no ma lo stato laico deve, secondo me, dare la possibilità agli omossessuali di impegnarsi fra loro riconoscendo loro i diritti conseguenti .
Apprezzabile è stata la sua posizione sulle coppie di fatto, ma potrebbe spiegarci perchè ogni volta che si esprime coraggiosamente la sua parte politica di riferimento che dovrebbe sostenerla fa di tutto per smentirla? Come mai Storace si dissocia oinvece di sostenere le sue posizioni, come se fosse quasi lui il candidato alle regionali?
Scusate, ma non ho capito la posizione della Polverini in merito. Non offre proposte, ribadisce solo l’importanza della famiglia “tradizionale” senza soffocare i diritti di chi fa scelte diverse… ma questo, a mio avviso, è normale. Non mi aspetto un ragionamento più semplicistico di questo da una persona che si candida per una posizione politica importante, sebbene siamo abituati a persone ben più ignoranti che ricoprono ruoli istituzionali di prim’ordine.
Questa non è un’idea rivoluzionaria, serve solo a tenere un piede in due scarpe. Si potrebbero avere maggiori informazioni?