Ticket sanitario per il pronto soccorso? Assolutamente no. Sono dell’idea che i cittadini del Lazio non possano continuare a pagare per l’erogazione di un servizio primario. Nel Lazio si paga già molto più che nelle altre regioni in termini di Irap e Irpef. Ci sono altri capitoli di spesa sui quali intervenire, come i costi della politica, quelli della burocrazia, accorpando ad esempio le Asl. Sicuramente non ho alcuna intenzione di tagliare i posti letto. L’obiettivo è cambiare volto alla nostra sanità, rendendola più giusta, accessibile a tutti e più vicina ai cittadini. E per far questo sarà necessario intervenire anche sul debito del sistema sanitario. Prevediamo di coprirlo in tre anni. Ma io con la gente non voglio parlare di questo, perché è una responsabilità che assumerò nel momento in cui arriverò a guidare questa regione. Con i cittadini voglio parlare della loro salute, di come prevenire le malattie, perché la sanità non deve solo curare le malattie ma le deve anche prevenire.
On 28 gennaio 2010,
in Sanità,
by redazione


















Bene Renata sei la Governatrice e il fiato sospeso ha caratterizzato la notte bianca delle elezioni, ora tutti al lavoro.
Vorrei esprimere la mia idea in merito al servizio territoriale sanitario. Il medico di base in alcuni posti è il fulcro della sanità del territorio, interviene anche di notte, senza che gli sia retribuito il suo intervento, attualmente il massimale è elevato e se la percentuale degli assistiti supera i 65-70-80 ha un bel da fare solo a spiegare la terapia multicronica e va bene se la maggior parte degli assistiti sono giovani e in salute. La politica sanitaria la devono attuare i Comuni rendendo disponibili locali per effettuare attività sanitarie organizzate (prelievi, controllo per patologia, codici di soccorso bianchi e a seconda della possibilità di gestire anche quelli verdi, es: colica renale)in Gestione con le varie asl e il Volontariato dove non c’è supporto di personale, nell’arco delle 12 ore. Sgravare i centri ospedalieri dell’affluenza impropria ai p.s. vuol dire organizzare il territorio e il medico di base non è l’unica figura da coinvolgere, gli specialisti ambulatoriali (rivedere l’organizzazione anche delle fasce orarie non solo la mattina ma anche il pomeriggio), gli infermieri, i terapisti della riabilitazione, gli oss (che con un nome ultra moderno hanno sostituito il ruolo dell’infermiere generico), sono le altre figure che se non ci sono sul territorio il cittadino per disperazione si deve rivolgere all’unico centro d’assistenza 24h che è l’ospedale. La tessera sanitaria deve essere il mezzo per evitare file, accessi impropri, spreco di carta, e quant’altro ma solo se all’utente, cittadino e straniero, verrà consegnata con le dovute caratteristiche e non solo come codice fiscale. Ogni contesto territoriale va studiato, valutato, fotografato anche nei minimi dettagli, come i mezzi di trasporto poi organizzato.