«Salviamo l’ospedale Santa Lucia». E’ l’appello dei bambini e delle famiglie ospiti del Santa Lucia, un istituto di cura e ricerca scientifica che compie un’opera straordinaria di riabilitazione su tantissimi bimbi. Un appello che ho fatto mio indossando la maglietta che mi hanno donato per far sentire a tutti la loro voce.
Il Santa Lucia è un centro di eccellenza a Roma e nella nostra regione che per mancanza di fondi rischia di chiudere. Sono stata al Santa Lucia senza telecamere al seguito perché la sofferenza non va strumentalizzata, ma ho preso con loro l’impegno di richiamare quanta più attenzione possibile sulla difesa di una struttura che non può essere abbandonata. Così come promesso ho indossato la loro maglietta alla manifestazione che si è tenuta al cinema Gregory insieme a La Destra di Francesco Storace. Un gesto per testimoniare che interpretiamo la politica del fare, non del dire. Continuerò a dare voce alle richieste di queste famiglie che hanno fatto appello a tutte le istituzioni nazionali, e una volta alla guida della regione mi impegnerò per valorizzare le tante eccellenze di cui disponiamo: fatte di uomini e donne altamente professionali e di strutture all’avanguardia che non possiamo disperdere.
On 24 gennaio 2010,
in Sanità,
by redazione


















CORREZIONE
Io credo comunque che la cosa più incredibile è che qui in Italia (nel Lazio soprattutto) siamo riusciti a creare disoccupazione in un settore come la Sanità dove c’è sempre stata carenza di personale, dove il numero dei operatori sanitari (tecnici, infermieri ecc….) che vanno in pensione è sempre SUPERIORE a quelli che si laureano
sono una dei tanti operatori della riabilitazione infantile superstiti e reduci dalla nota vicenda “LADY ASL” che tre anni fa portò chiusura dei centri ikt presenti a roma e alla dispersione dei pazienti e del personale come noi. da allora siamo confluiti presso vari centri di riabilitazione a cui la regione aveva promesso di aumentare i numeri dei posti accreditati.a distanza di tre anni questa promessa è rimasta solo una promessa e i centri per i quali staimo lavorando non ci vogliono stabilizzare senza prima saper che quei posti in più sui quali stiamo lavorando sono definitivi. cosi dopo essere stati precari sotto lady asl contiuniamoad essre precari anche sotto di loro!non ce la faccio più!vogliamo un lavoro sicuro che ci garantisca un futuro sereno e dignitoso!desideriamo troppo?spero qualcuno accolga queta protesta.
viola
NELL’AMBITO DELLA SITUAZIONE DELLA SANITA’ DELLA REGIONE LAZIO SI STA FACENDO UNA “AZIONE DISTRUTTIVA” ANCHE NEI CONFRONTI DEGLI OSPEDALI CLASSIFICATI (VILLA SAN PIETRO -FATEBENEFRATELLI -) TAGLIANDO POSTI LETTO E ABBATTENDO LA CORRESPONSIONE DELLE TARIFFE PER PRESTAZIONI E RICOVERI EFFETTUATI (NONCHE’ EMERGENZE E TERAPIE INTENSIVE). LA REGIONE VUOLE FAR CHIUDERE GLI OSPEDALI CLASSIFICATI!!!!!!!!!!!
Esternalizzati della sanità:
migliaia di infermieri laureati, sottopagati (30% in meno di un infermiere strutturato), sfruttati e maltrattati. Per non parlare dei versamenti INPS (come un part time).
Si sente di prendere un’impegno nei confronti di questi potenziali elettori?
In bocca al lupo!
ciao renata stefano di tivoli gia’ ti ho scritto su facebook volevo ribadirti della possibile riduzione del personale in una struttura sanitaria a tivoli con circa 200 dipendenti il fatto della diminuzione dei posti letto in riabilitazione nella struttura sta portando preoccupazione tra gli operatori sanitari il perche’ ce stata in passato una diminuzione dei posti letto non vorrei che la situazione degenerasse se puoi aiutaci almeno a proporre una soluzione per far si che diversi operatori non vengano licenziati grazie renata per quello che potrai proporci per una soluzione costruttiva e non distruttiva come quella attuata dall ex marrazzo grazie renata stefano franchi tivoli STRUTTURA MEDICUS HOTEL TIVOLI
carissima, ho lavorato anni nella sanità essendo un forniture, ma la politica ha sempre condizionato gli acquisti dando la preferenza non a chi avesse delle apparecchiature ottime a prezzi accessibili,ma a chi aveva qualche santo in paradiso, e che veniva unto ben bene pagando le attrezzature il 20% in più?
Ora vorrei farti una domanda…perchè una R.M. in ospedale, oltre che per poterla effettuare ci passano semestri e costa a noi cittadini che paghiamo le tasse una cosa come 800 euro,considerato che si fa in una struttura pubblica, invece da un privato costo molto meno? perchè in ospedale se ne fanno 2 al giorno e da un privato anche 10 al giorno? perchè non date le convenzioni a chi ne ha tutte le qualità per poterle avere? aspetto una sua gradita risposta
la cosa più brutta è chiudere delle strutture di eccellenza riavìbilitative,come la san raffaele di Velletri un ambiente ottimo per i pazienti
Salviamo anche l’Ospedale di Zona Cristo Re che ha sempre assicurato ai cittadini un servizio professionale validissimo.
Grazie
Cara Marian le risponte un addetto ai lavori……RM 2 al Pubblico ..nessuno mi licenzia e io non faccio un tupo……10 RM al Privato..devo pure spricamme se no mi licenziano——Credo che sia opportuno rivedere i contratti di lavoro del Pubblico……………..
Dimenticavo Marian…. come seconda fase, cultura del Lavoro e rispetto dell’essere umano, nel nostro caso chiamato… Paziente.
non credo che Storace sia in grado di risanare questa sanita’ allo sbando vista la vicenda LADY ASL alla Polverini scongiuro di non affidargliela di nuovo.
Mi dispiace dirlo , ma in più di un occasione ho visto passare avanti , anche al pronto soccorso , ROM che neanche pagano il SNN !
Fate guadagnare anche a loro il diritto di ricevere assistenza , FATELI LAVORARE !!
La Bonino continua a criticare ferocemente la gestione della sanità nel Lazio di questi ultimi anni. Si è dimenticata che i responsabili dello sfacelo sono il PD e gli altri partiti della maggioranza uscente che adesso la sostengono? Se vincerà la Bonino, visto il “peso” dei vari partiti, saranno ancora loro, di fatto, a continuare a distruggere la sanità laziale. Fermiamoli! Facciamo emergere le numerose contraddizioni dei nostri avversari.
Federico
in sanità si esternalizza tutto anche i posti di lavoro con conseguente aggravio dei costi .
le ditte appaltatrici sono diventate gli esecutori e controllori di essi stessi , le professionalità interne agli uffici tecnici sono state messe in un cantuccio dai suoi stessi dirigenti.
i sindacalisti, e non il sindacato, più che fare il proprio mestiere raggiungono compromessi molto discutibili con i direttori e dirigenti, fanno i servi dei politici di turno, in barba alle esigenze degli utenti e dei dipendenti.
Renata se riuscirai a monitorare questi processi gli utenti e i dipendenti della sanità ne troveranno beneficio .
Grande Renata, auguri ed ora c, on te insieme per costruire un buon futuro alla Regione Laziofatto di ottima Sanità, Casa e Lavoro. Di questo hanno bisogno i cittadini.Buon lavoro presidente.
Cara Renata volevo segnalarti che a marzo 2010 ho prenotato un’ecografia mammaria al Policlinico Tor Vergata di Roma e la prima disponibilità avuta è stata per novembre 2011.
Siamo arrivati a maggio 2010 ed in questi mesi la situazione della lista di attesa è peggiorata nel senso che prenotano per il 2012.
Mentre in altre Asl i tempi di attesa sono di circa 8-10 mesi.
E questo è solo un esempio di assurde liste di attesa e non è giusto speculare sulla salute del cittadino, bene primario sancito anche dalla costituzione.
Se poi chiedi spiegazioni all’assessorato della Sanitò della Regione oppure alla direzinoe sanitaria competente per la zona in cui hai la prenotazione, rispondono che i medici hanno un quantitativo giornaliero per visite ed esami per cui non si può pretendere con un tempo di attesa minore.
In alternativa si può usufruire del servizio intramoenia a pagamento.
Inoltre in tutte le strutture ambulatoriali siano aziende ospedaliere che asl bloccano le liste, vietate dalla legge.
Ora mi chiedo se è possibile porre un fine a questi pesanti disservizi a danno degli utenti ed agendo con controlli più severi sulle strutture sanitarie?
Poi si apprende dal telegiornale che la Sanità del Lazio ha un deficit di olre 1,5 miliardi di euro, per non parlare degli operatori sanitari che svolgono la professione senza titolo.
Mi chiedo ma come è possibile assistere a questa malasanità e come è possibile che i soldi spesi da noi contribuenti finiscano in disservizi della P.A.?
Grazie.