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“Per Renzi più che un Ministro dell’economia ci vorrebbe un giocoliere”

EconomiaNews

Per Renzi più che un Ministro dell’economia ci vorrebbe un giocoliere capace di tenere in aria tutte le palle che il Presidente del Consiglio fa volare per illudere gli italiani di poter rappresentare la soluzione alla crisi economica. Il parziale finanziamento degli ammortizzatori sociali è un altro esempio di come alle promesse di mantenere integre le tutele sociali non seguano i fatti e, anzi, il Governo consideri le risorse pubbliche un qualcosa da gestire in modo discrezionale, come nel caso degli 80 euro. Di fronte ad una crisi così pesante per le famiglie e a dati drammatici sulla tenuta del sistema industriale come quelli diffusi ieri dall’Istat, il Governo non può togliere un solo euro dal capitolo degli ammortizzatori sociali.


“I dati Istat sull’industria sono ascrivibili alla pessima gestione Renzi”

News

Dalle costruzioni alla povertà sino al fatturato e agli ordinativi dell’industria, dall’Istat sono arrivati – in rapida successione – i primi report sulle fallimentari scelte economiche del Governo. I dati di oggi riguardano l’ultimo trimestre e sono dunque pienamente ascrivibili alla gestione Renzi, un Presidente del Consiglio ansioso di mostrare di poter comandare sul suo partito e non solo ma, sino ad ora, capace solo di ipnotizzare i mass media piuttosto che risolvere i problemi del Paese. Gli inutili provvedimenti sul lavoro non producono l’effetto atteso né potranno farlo se non si metterà mano a investimenti concreti, soprattutto pubblici, in grado di invertire la pericolosa spirale della crisi nella quale l’Italia é precipitata dal governo Monti in poi.


Interrogazione parlamentare sulla situazione che riguarda l’Eni di Gela

Attività..Mozioni,..

Interrogazione a risposta scritta 4-05599 presentato da POLVERINI Renata testo di Venerdì 18 luglio 2014, seduta n. 267 POLVERINI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: nel business plan 2013-2017, l’Eni aveva previsto un investimento di 700 milioni di euro per la riconversione a gasolio e la ristrutturazione del sito di Gela; nel frattempo, da maggio 2012 fino a maggio 2013 circa il 40 per cento della forza lavoro sarebbe stata posta in cassa integrazione per un anno, cosa che puntualmente è avvenuta; a marzo del 2013 si è verificato un incendio sulla linea 1, con il conseguente sequestro da parte della magistratura. Nonostante il dissequestro avvenuto circa un mese dopo, non si sono verificati i dovuti lavori di ripristino della linea per il riavvio della raffineria. Sono rimasti in marcia solo gli impianti di utility per garantire l’energia agli impianti e servizi di

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“Oggi è un grande giorno per Berlusconi e la democrazia. Brutto giorno per la stampa antiberlusconiana”

Redazione..

Oggi è un grande giorno per Berlusconi e per la democrazia, meno per quegli organi di stampa che per troppi anni hanno provato a ridurre la storia di un leader politico a barzelletta o problema giudiziario. Gli italiani, però ,non hanno mai abbandonato Berlusconi sostenendolo con milioni di voti e con quell’affetto che forse oggi lo ripaga di tante amarezze. Finalmente si apre una stagione nuova che consente a tutti di tornare a parlare di politica e delle scelte migliori per i cittadini di questo Paese.


“A Gela è necessario tutelare l’occupazione e valutare azione nei confronti di Descalzi”

LavoroNews

“La decisione di Eni S.p.A. di dismettere gli impianti della raffineria di Gela ha creato una situazione di grave disagio che ormai ha raggiunto livelli insostenibili. Stanno venendo meno le aspettative dei tanti lavoratori che credevano di poter avere una occupazione certa e, nello stesso tempo, il territorio subirebbe un grosso danno economico. Il sito di Gela ha garantito, infatti, almeno tremila posti di lavoro in un’area dove la ricollocazione lavorativa è particolarmente complessa e la chiusura dell’azienda produrrebbe un effetto drammatico in termini sociali. A seguito di un incontro avuto con i rappresentanti dell’UGL Chimici dove sono state esposte le problematiche legate alla nuova strategia Eni S.p.A. che potrebbero avere diretta ripercussione sia sul sistema di raffinazione Italia che sul sistema industriale italiano con drammatici riflessi occupazionali, ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia Padoan per chiedere quali azioni il Governo, in veste di azionista di maggioranza, intenda adottare a tutela dell’occupazione

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